Alda D’Eusanio criticò disabile davanti madre: “Rifarei tutto”/ “Tarantola mi cacciò da Rai, con quel nome…”

Alda D’Eusanio, caso Tresoldi: “Rifarei tutto”. Ultime notizie, critiche a vita disabile nel corso de La Vita in Diretta: “Tarantola mi ha cacciata dalla Rai”

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Alda D'Eusanio, Domenica In

Alda D’Eusanio, caso Tresoldi: “Rifarei tutto”, lunga intervista della giornalista a Blogo in cui ha affrontato anche la querelle di ormai quattro anni fa a La Vita in Diretta. Reduce da un incidente stradale, l’opinionista lo scorso 4 novembre 2013 fu ospite del programma di Rai e commentò la vicenda di Max Tresoldi, ragazzo disabile risvegliatosi dopo dieci anni di stato vegetativo. Alda D’Eusonio definì “non vita” quella di chi si risveglia dal coma in uno stato di grave disabilità, sottolineando che “quando Dio chiama, l’uomo deve andare”. Ecco le parole della giornalista: “C’è un episodio che non perdono alla Rai e che m’indigna ancora. Quattro anni fa, uscita da qualche mese dal coma, mi chiamano come ospite a La vita in diretta di Franco di Mare e Paola Perego proprio per parlare della mia esperienza. All’autore avevo detto che la prima cosa che avevo fatto era fare un testamento in cui dicevo che non avrei voluto vivere da vegetale: loro sapevano le mie decisioni. Ero ancora sotto farmaci naturalmente, un po’ intontita, entro nello studio con altre due persone e un collegamento con la mamma di Max Tresoldi”

“RIFAREI TUTTO E COMBATTEREI”

La giornalista ha poi analizzato: “Non mi presentano come persona uscita dal coma, probabilmente tutti avranno pensato che io fossi lì come giornalista. Tant’è, in collegamento la mamma del ragazzo racconta che dopo dieci anni dal coma il figlio non non poteva parlare, non poteva nutrirsi, non poteva muoversi, ma che percepiva tutto”. E aggiunge: Sono rimasta così spaventata dall’idea di vivere ‘murata viva’ dentro il mio corpo, come fosse la mia bara, che quando mi hanno chiesto il mio parare ho fatto un appello pubblico a mia mamma dicendo che non avrei voluto vivere così. Beh, mi hanno mandato fuori dalla studio e la Tarantola, allora presidente della Rai, ha onorato il suo nome: ha dato ordine a tutti i programmi di non ospitarmi e di non farmi mettere piede dentro la Rai”.. Una situazione che la D’Eusanio ha sofferto molto: “Nessuno mi ha difesa. L’Avvenire mi ha definita indegna di parlare e di pensare, e hanno scritto tante altre cattiverie. Se potessi tornare indietro rifarei tutto allo stesso modo, ma combatterei come una belva per riavere la libertà di parola che mi hanno tolto. Sono stata talmente male per quell’episodio che sono caduta in una depressione molto forte, sono entrata in un coma epilettico. Non volevo più vivere”.



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