Mia Martini, la sorella Leda Bertè contro Luca Barbareschi/ “La sua morte è un mistero, i lividi che aveva…”

- Stella Dibenedetto

La sorella maggiore di Mia Martini, Leda Bertè, attacca Luca Barbareschi dalle pagine di Spy: “l’idea del film è mia, ma lui non mi ha chiamato”.

Mia Martini
La locandina del film

Leda Bertè torna a parlare dell’amata sorella Mia Martini visto che in questi giorni l’uscita del film con protagonista Serena Rossi ha portato a galla delle ferite ancora aperte. Proprio al settimanale Spy, la Bertè ha affidato alcune sue considerazioni non solo sul film, che sembra sia stato una sua idea prima di venire “scartata” dalla produzione e da Barbareschi, ma anche sulla morte di Mia Martini. Secondo Leda la sua morte è ancora un mistero visto che il suo corpo è stato ritrovato pieno di lividi ma nessuno ha indagato sulle motivazioni. In particolare, spiega alcuni particolari e poi sembra voler dare la colpa al padre, questo padre così violento che subito dopo il funerale fece cremare il cadavere: “Abbiamo visto sul cadavere di nostra sorella dei lividi sia sulle braccia sia sulle gambe. Il che fa pensare a una discussione piuttosto violenta con qualcuno, forse con nostro padre a cui si era riavvicinata? Lui è sempre stato violento. E poi perché, subito dopo i funerali, senza dire niente a nessuno, lui ha fatto cremare il corpo? Devono ancora darmi delle spiegazioni”. Ancora una volta tutto sembra portare a questo padre padrone che le tre figlie hanno descritto in lungo e in largo in questi anni, ci sarà mai una risposta definitiva a riguardo? (Hedda Hopper)

Le parole contro Luca Barbareschi

Leda Bertè, la sorella maggiore di Mia Martini, sulle pagine del settimanale Spy, nel numero in edicola da venerdì 18 gennaio, punta il dito contro Luca Barbareschi che ha prodotto il film sulla sorella Mimì in cui la protagonista è Serena Rossi che si è calata perfettamente nei panni di Mia Martini. Leda Bertè svela di aver avuto l’idea del film e di aver poi presentato un progetto per realizzarlo proprio a Luca Barbareschi che, però, non l’avrebbe mai chiamata. «L’idea di fare un film su mia sorella, Mia Martini, è stata mia. Tre o quattro anni fa ho incontrato Luca Barbareschi, che ora ha prodotto il film “Io Sono Mia”, e gli ho consegnato un progetto per fare qualcosa su Mimì. Tant’è vero che avevo già scritto tutta la storia dei Bertè e avevo depositato alla Siae il fascicolo. Eppure, nonostante questo, non sono stata interpellata per la sceneggiatura, a differenza delle mie sorelle Loredana e Olivia”, afferma Leda Bertè.

Leda Bertè: “il film è un modo per chiedere scusa a mia sorela Mia Martini”

Leda Bertè, a Spy, racconta tutta la sua delusione per non essere stata interprellata per il film dedicato alla memoria di Mia Martini a differenza delle altre sorelle. Con un pizzico di amarezza, infatti, spiega che il film non potrà rappresentare totalmente la storia della sua famiglia non essendoci le sue testimonianze dal momento che, essendo la maggiore, ha sicuramente più ricordi di Loredana e Olivia.. «Sono convinta che questo film non rispecchi la verità sulla vita della mia famiglia e di Mimì. Loredana e Olivia, le più piccole, non possono sapere tante cose della nostra famiglia. E poi ho intravisto la ragazza che la interpreta, Serena Rossi. Sarà pure brava a cantare, ma non ha niente a che vedere con Mia Martini, ovviamente. Fanno un film su Mimì e fanno cantare le sue canzoni a un’altra? Almeno come sottofondo potevano lasciare le voci originali». Infine, la sorella maggiore di Mia Martini e Loredana Bertè si augura che, comunque, con il film, tutte quelle persone che avevano dei pregiudizi nei confronti della grandissima Mimì, le chiedano scusa: «Mi auguro che qualcuno cominci a chiederle scusa. A partire da alcuni stro… che lavorano ancora ad altissimi livelli in tv. Racconto solo un episodio. Mia venne a trovarmi a Roma, dove lavoravo: una volta fuori, incontrammo un famosissimo regista e un conduttore di primo livello. Quando videro Mimì, da lontano, cominciarono a toccarsi le parti basse. Hanno distrutto la vita di una donna che non ha fatto del male a nessuno. Forse era solo troppo grande e troppo brava, per questo le hanno fatto passare di tutto e di più».



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