Paolo Ruffini, “Io accusato di plagio”/ “Ecco cosa vogliono sentirsi dire i disabili”

- Matteo Fantozzi

Paolo Ruffini torna a parlare delle accuse di plagio che l’hanno visto di recente protagonista per il film “L’agenzia dei bugiardi” che in realtà è semplicemente un remake.

Paolo Ruffini
Paolo Ruffini (Instagram)

Paolo Ruffini torna a parlare delle accuse di plagio che l’hanno visto di recente protagonista. In un’intervista a Il Fatto Quotidiano racconta: “Mi hanno accusato di aver copiato un film, L’agenzia dei bugiardi che è ora al cinema. Hanno detto di averlo letto sui social. Ragazzi si chiamo remake, esistono dei diritti che si acquistano. L’hanno fatto da Benvenuti al sud in giù da sempre. quando la mancanza di conoscenza della gente diventa un’onda è pericoloso“. Il film diretto da Volfango De Biasi vede nel cast Paolo vicino a Alessandra Mastronardi, Giampaolo Morelli, Massimo Ghini, Carla Signoris e molti altri ancora. La pellicola è un remake del film francese di Philippe Lacheau, Alibi.com. E’ uscito nelle sale lo scorso 17 gennaio e fino a questo momento ha riscosso buone risposte sia da parte del pubblico che da parte della critica. Come appunto riferito dall’attore romano il film è un remake anche se alcuni, non consapevoli di questo, hanno pensato al plagio anche con un po’ della solita voglia di creare polemica.

Paolo Ruffini, “Io accusato di plagio”: l’impegno con i disabili

Paolo Ruffini non ha parlato solo delle accuse di plagio a Il Fatto Quotidiano, ma anche dei suoi spettacoli teatrali in cui ha messo l’accento alla sensibilizzazione sul tema della disabilità. Spiega: “Questo tema è sempre stato affrontato in maniera molto seria. Invece questo è un tema serio che ha anche il suo lato leggero. Siamo passati dall’essere paese che rinchiudeva nei manicomi ai limiti della tolleranza umana a questa moralità insopportabile del ‘poverino’. I disabili non sono ‘poverini’ e non vogliono di certo sentirselo dire. Vogliono sentirsi dire ‘tu vali quanto me’. Questo senso di parità te lo danno il teatro e il cinema“. Fortunatamente in questo suo importante impegno sociale nessuno ha gettato veleno: “Nessuno incredibilmente mi ha detto che sfruttavo questi ragazzi, non ci posso credere nemmeno io. Criticano tutto e sono ancora qui che aspetto. Sarà che io non ho sfruttato nessuno, anzi con questo progetto di sensibilizzazione si regala valore alle persone”.

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