Cecilia Mangini chi è/ L’Italia che esce dalle elezioni è un po’ incerta e un po’ arrabbiata” (Le ragazze)

Cecilia Mangini, prima documentarista donna nell’Italia post-guerra, ospite della nuova puntata de Le Ragazze, programma condotto da Gloria Guida.

10.02.2019 - Carmine Massimo Balsamo
Cecilia Mangini
Cecilia Mangini

La prima documentarista donna nell’Italia del dopoguerra Cecilia Mangini sarà tra le protagoniste della nuovissima puntata de “Le Ragazze”, programma condotto da Gloria Guida in onda domenica 10 febbraio 2019 in prima serata su Rai3. Regista e fotografa di Mola di Bari, la Mangini ha iniziato a coltivare la sua passione fin da passione e ha iniziato la sua carriera nel campo nel 1952, documentando le condizioni di vita e di lavoro sulle isole di Lipari e Panarea. Si avvicina al mondo del cinema in un primo momento come critico, per poi iniziare la sua opera con il marito Lino Del Fra e anche in collaborazione con Pier Paolo Pasolini: documentari sulle periferie cittadine e sul controllo sociale delle classi subalterne, basti citare Ignoti alla città (1958) e La briglia sul collo (1974).

CECILIA MANGINI CHI E’? DOCUMENTARI DI DENUNCIA

Cecilia Mangini nel corso della sua carriera ha girato dei documentari di denuncia, lavorando nell’ambito delle fabbriche e analizzando i drammi sociali del boom economico. A testimoniare ciò un lavoro come Brindisi ’66, con la regista che ha acceso i riflettori sul petrolchimico Monteshell della città pugliese. Fabbriche ma non solo: la cineasta barese si è concentrata anche su temi delicati come la sessualità e la legge dell’aborto, senza dimenticare All’armi, siamo fascisti! del 1962 in cui affronta il fascismo e i fatti di Genova del 1960. Nel 2012 è entrata a far parte del comitato di consulenza e rappresentanza del periodico Diari di Cineclub, mentre un anno più tardi ha girato In viaggio con Cecilia documentario firmato in co-regia con Mariangela Barbanente.

CECILIA MANGINI SULLE RECENTI ELEZIONI POLITICHE

Recentemente intervenuta ai microfoni di Di Martedì, la Mangini si è soffermata sui risultati delle elezioni politiche dello scorso 4 marzo 2018: «L’Italia che esce dalle elezioni è un po’ complessa, un po’ incerta e un po’ arrabbiata. Soprattutto con una necessità di cambiamento che l’ha spinta a fare delle scelte non proprio perfette: la necessità di cambiamento era vera e necessaria». La documentarista si è sempre soffermata una donna di Sinistra e non ha risparmiato il Partito Democratico: «E’ stato battezzato di Sinistra ciò che di Sinistra non era: penso a Matteo Renzi, è lui che si è sempre dichiarato di Sinistra e non lo era assolutamente». Vittoria per Movimento 5 Stelle e Lega, ecco il punto di vista della fotografa: «C’era l’esigenza di qualcuno che offrisse una speranza: è stato un voto di speranza e protesta insieme». Infine, una battuta sul risultato negativo di Liberi e Uguali: «Le loro parole d’ordine erano misteriose e silenziose, ciò che loro promettevano erano libertà e eguaglianza: tutto questo non era nel più lontano dei loro pensieri, erano troppo concettuali rispetto ai problemi veri».

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