Pino Insegno/ “Fiero del teatro e di essere doppiatore, qui c’è ancora meritocrazia”

Pino Insegno è stato ospito presso il programma “Vieni da me” assieme a Federico Perrotta: tanti gli aneddoti raccontati

Perrotta e Insegno ospiti a Vieni da me
Perrotta e Insegno (Vieni da me)

Il poliedrico Pino Insegno, in compagnia di Federico Perrotta, ha animato gli studi di “Vieni da me” su Rai Uno. Il duo ha presentato lo spettacolo che andrà in scena dal 6 al 24 marzo presso il Salone Margherita di Roma dal titolo “58 Sfumature di Pino”. Insegno reciterà sotto la regia del fratello Claudio, con a fianco uno dei suoi pupilli, l’attore emergente Federico Perrotta. Il 41enne di Pescara ha frequentato l’accademia proprio del noto 59enne di Roma, che purtroppo lo stesso ha dovuto chiedere per mancanza di fondi: «Avevamo aperto un’accademia a Roma grazie a dei fondi europei – racconta Pino a “Vieni da me” – poi quando hanno tagliato i soldi abbiamo chiuso ma sono orgoglioso del lavoro svolto perché tutti i ragazzi che ho formato ora lavorano». Un Perrotta che è stato spalleggiato da Pino Insegno ma anche dai genitori, ed in particolare dal padre: «Mamma e papà hanno sempre creduto me, soprattutto mio padre che oggi non c’è più. Avevamo un’azienda di bomboniere ma mio padre mi diceva “Vai a Roma a studiare”».

PINO INSEGNO/ “FIERO DEL TEATRO E DI ESSERE DOPPIATORE”

L’incontro con i fratelli Insegno ha segnato la carriera di Perrotta: «E’ stato un incontro incredibile – racconta – grazie a loro ho di fatto debuttato al teatro Sistina di Roma». Non molti sanno che Pino Insegno ha un fratello, Claudio, che è un noto regista: «Mio fratello lo adoro – svela Pino – ma non soffro la sua bravura. E’ un regista che mi costa molto, quello che costa più in assoluto, mi è costato – scherza – come un’amante svedese». Pino è noto per il suo ruolo di comico e presentatore, ma sono due le cose per cui lo stesso va soprattutto fiero: «Vado fiero per tutto nella mia carriera, ma soprattutto per il teatro e per il mio essere doppiatore, è un mondo ancora molto meritocratico, mi trovo a vivere storie che non posso vivere, come ad esempio Greenbook». Tanto lavoro ma anche l’amore e la famiglia: «Io e mia moglie siamo completamente diversi – svela – lei è laureata in antropologia, io diplomato col minimo, lei tifa Roma io Lazio, mia moglie viaggia, io no, ecc ecc… siamo davvero diversi».



© RIPRODUZIONE RISERVATA