Cingolani stana Greta Thunberg/ “Suo ‘bla bla bla’ non dà nulla. Si parla con numeri”

- Niccolò Magnani

Il Ministro Cingolani “bacchetta” Greta Thunberg sul clima: “il suo ‘bla bla bla’ non ha aggiunto nulla, noi parliamo invece con i numeri”

Cingolani e Greta
Vertice clima a Milano: il Ministro Cingolani e Greta Thunberg (LaPresse, 2021)

Già aprendo i lavori della PreCop26 e del Youth4Climate a Milano a fine settembre il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani aveva riservato parole molto nette nei confronti di Greta Thunberg e dei giovani in protesta contro il surriscaldamento climatico del pianeta: ora però, parlando a Parma alla festa del quotidiano “Domani”, il ministro dell’Ambiente sembra quasi “bacchettare” il messaggio di Greta.

«Il bla bla bla di Greta Thunberg, che è stato molto ripreso, non ha aggiunto nulla: noi eravamo lì tutti quanti perché c’è la coscienza che dobbiamo accelerare. Lei l’ha detto con il bla bla bla, noi con i numeri», dice senza mezzi termini Cingolani, ritornando su quel breve dialogo immortalato dalle telecamere a margine della Youth4Climate di Milano. Poco prima la giovanissima attivista svedese aveva tuonato dal palco contro i grandi della terra, «I leader difettano di azione. Ed è intenzionale» e subito dopo con il diventato famoso refrain-slogan del “bla bla bla”, «Fanno finta di avere ambizioni contro i cambiamenti climatici, ma continuano ad aprire miniere di carbone e a sfruttare giacimenti, senza aumentare i fondi ai Paesi vulnerabili. Selezionano giovani come noi facendo finta di ascoltarci, ma non è vero. Non ci hanno mai ascoltati. Basta “blablabla”, sono 30 anni che sentiamo chiacchierare e dove siamo?».

IL MESSAGGIO DI CINGOLANI AI GIOVANI ATTIVISTI

Un mese fa il Ministro aveva replicato così alle “accuse” lanciate da Greta e gli altri attivisti pro-clima, «Spero che oltre a protestare, cosa che è estremamente utile, ci aiuterete a identificare nuove soluzioni visionarie, è questo quello che ci aspettiamo da voi». Ieri a Parma è giunto il messaggio forse più netto e spigoloso da titolare del MiTE: «Ora la priorità è chiudere le centrali a carbone entro il 2025 ed il gas è il vettore della transizione. Il nucleare? Non sono un fan ma nemmeno uno che lo condanna». Intervenuto poi anche al Digithon (la “maratona” digitale dell’ex Ministro per il Sud Francesco Boccia a Bisceglie), Cingolani ha rimarcato la sua linea sul futuro dell’ambiente: «Non sono fan di nessuna tecnologia, però essendo uno scienziato, secondo me la soluzione ancora non l’abbiamo ma se smettiamo di studiare, di fare ricerca e innovazione certamente la soluzione non viene da sola». Chiosa sul nodo del nucleare, con una posizione che lo pone in distanza dal “mainstream” culturale odierno: «La chiusura delle centrali nucleari è avvenuta per via dell’incidente di Fukushima, sull’onda anche un po’ emotiva, però la cosa più urgente in questo momento è chiudere le centrali a carbone entro il 2025». C’è un documento di intellettuali e scienziati tedeschi – ha concluso infine Cingolani – che «chiede di allungare un po’ l’utilizzo del nucleare proprio per favorire la crescita delle rinnovabili, perché comunque le rinnovabili chiedono tempo. Se devo supportarle con qualcosa che produce energia in maniera continua, adesso, avendo già una centrale nucleare, meglio tenere quella che tenere in funzione quelle a carbone. Diverso sarebbe costruirla».



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