Cinzia, picchiata dal marito/ “Ho subito per 21 anni, mi ha staccato la mandibola”

Il caso di Cinzia a Storie Italiane, una donna che è stata malmenata continuamente dal suo ex marito

Cinzia (Rai)
Cinzia (Storie Italiane)

A Storie Italiane il caso di Cinzia, una donna che è stata picchiata per anni dal marito: «Una storia durata 21 anni – racconta – iniziata in maniera sottotono, non si è manifestato subito. Siamo partiti con le piccolezze, mi torceva le mani, il ginocchio, piccole cose. Mi faceva questi gestì senza un vero e proprio motivo: magari stavamo seduti a vedere la televisione e ad un certo punto mi pizzicava, ma ero io che ero matta che sentivo dolore. Poi la situazione è peggiorata mostruosamente con la nascita del primo figlio, come se il suo arrivo gli avesse tolto importanza. Poi quando mi sono sposata mi ha fatto lasciare il lavoro, è stato il mio grande errore, perché per seguirlo ho accettato». Cinzia racconta le prime botte: «Non so dirlo precisamente quando sono arrivate, all’inizio non riuscivo a riconoscerle, è andato peggiorando col tempo». La donna racconta il gesto più aggressivo subito: «Mi ha spaccato i denti, ma ricordo solamente l’inizio e la fine, non ricordo bene come è andata, mi era uscita la mandibola, me ne ha fatte di tutti i colori».

A STORIE ITALIANE IL CASO DI CINZIA, MALTRATTATA DAL MARITO

Tutte le violenze, racconta ancora Cinzia, avveniva sempre di sera: «Se non erano percosse, erano altri tipi di violenze. E’ andato avanti per tutto il matrimonio, 21 anni, andando sempre peggiorando. Alla fine non ce l’ho fatta più, ero molto controllata dal punto di vista economico, anche per i 50 centesimi del parcheggio dovevo portargli lo scontrino. Alla sera lui prendeva tutti gli scontrini e faceva i calcoli: le spese dovevano corrispondere, e quando sbagliavo qualcosa lui mi toglieva i soldi». In studio anche l’associazione che ha aiutato Cinzia, nonché migliaia di altre donne che vengono malmenate, picchiate e seviziate dai mariti: «Noi abbiamo aiutato Cinzia e purtroppo altre donne – raccontano – una mano che serve per aiutarle e anche per farle riacquistare un po’ di dignità».



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