CIRO GRILLO, INDAGINI BIS CHIUSE SU STUPRO DI GRUPPO/ Ipotesi nuovo interrogatorio

- Silvana Palazzo

Ciro Grillo, chiusura indagini bis: lui e amici accusati di stupro di gruppo e violenza anche su altra ragazza. “Ma lei voleva tacere stupro”, spunta da verbale. Ipotesi nuovo interrogatorio

ciro grillo
Ciro Grillo, figlio di Beppe

Ciro Grillo e i suoi tre amici Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia potrebbero essere interrogati di nuovi. L’ipotesi è al vaglio dei difensori dei quattro, accusati di aver stuprato una studentessa italo-norvegese in Sardegna nel luglio 2019. Hanno, infatti, 20 giorni di tempo per presentare la richiesta ai pm della procura di Tempio Pausania, che ieri hanno chiuso per la seconda volta le indagini, dopo la prima del novembre scorso. Poi il procuratore dovrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio o archiviare. Queste le due strade aperte per i ragazzi, i quali sostengono che il rapporto con la ragazza sia stato consenziente. Nel mezzo, dunque, potrebbe esserci un nuovo interrogatorio. E se fosse disposto il processo, come evidenziato dall’Unione Sarda, i difensori del figlio di Beppe Grillo e dei tre amici potrebbero chiedere il procedimento con rito abbreviato. (agg. di Silvana Palazzo)

CIRO GRILLO, MODIFICATO UN CAPO DI ACCUSA

Con la nuova notifica di conclusione delle indagini a carico di Ciro Grillo e degli tre ragazzi accusati di stupro di gruppo (Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria) emergono importanti novità sul caso. Sono infatti accusati di violenza sessuale anche nei confronti dell’altra ragazza per le foto oscene scattate mentre dormiva. Come evidenziato da Open, c’è l’esame più preciso di alcune foto risalenti a quella notte tra il 16 e il 17 luglio. In quelle immagini sono ritratti il figlio di Beppe Grillo e l’amico Laura mentre abusano della studentessa che dormiva, l’amica della presunta vittima, posando nudi e vicini a lei. Visto che gli indagati avevano chiesto di essere ascoltati di nuovo, dopo la chiusura delle indagini a novembre, si è resa necessaria la seconda deposizione da parte della procura di Tempio Pausania. Nel frattempo è proseguito il lavoro di Mauro Sanna, esperto tecnico e informatico il quale è riuscito a ricostruire i soggetti delle foto in cui non si vedevano i volti dei ragazzi.

Secondo la perizia, le foto sarebbero state scattate tra le 6:30 e le 7:30, quindi prima della violenza sessuale di gruppo sull’altra giovane, che sarebbe avvenuta intorno alle 9:00 di mattina. In quelle foto Vittorio Lauria e Ciro Grillo si facevano riprendere da Edoardo Capitta «mentre erano seminudi», riporta Repubblica. Quindi, sarebbe coinvolto anche l’amico. Ora i legali hanno 20 giorni di tempo per presentare memorie o documenti integrativi, poi spetterà al procuratore decidere se chiedere il rinvio a giudizio, quindi il processo, o archiviare.

VERBALE MAMMA VITTIMA “AMICA VOLEVA TACERE STUPRO”

Dopo la pubblicazione di ieri dei verbali choc della ragazza che sarebbe stata violentata, ora comunque spunta anche il verbale della madre, che se la prende con l’amica della figlia perché non ha fatto nulla per aiutarla. «S. mi ha detto che ha comprato la pillola del giorno dopo in farmacia, non so dire se con R., e mi ha detto che stava male e che avvertiva dolori fisici alle parti intime, alla testa, alla bocca e alle gambe. Stava molto male». Quando ha raggiunto la figlia in Sardegna, l’ha trovata come in preda alle convulsioni. L’hanno quindi curata con antipiretici, poi sono tornati a Milano. Ed è durante il viaggio in aereo che la figlia le ha svelato tutto, senza però entrare nei dettagli. «Le ho subito chiesto se R. sapesse dell’accaduto e mia figlia mi ha confermato che sapeva della prima violenza, perché era stata proprio lei a raccontargliela, ma non l’aveva aiutata perché dormiva». Inoltre, l’amica avrebbe fatto promettere alla figlia di concordare la versione del racconto della serata, temendo la reazione della madre. Dovevano dire che erano state in discoteca ma che erano rientrate nelle prime ore del mattino al b&b, «senza fare alcun cenno alla violenza sessuale».



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