Classifica Qualità della vita 2023: Udine prima per parità di genere/ Maglia nera al Sud: Napoli ultima

- Silvana Palazzo

Parità di genere, classifica Qualità della vita 2023 del Sole 24 Ore: Udine prima, Napoli ultima. Nessun miglioramento per le città metropolitane, maglia nera al Sud

Vesuvio, Napoli Vesuvio, Napoli (LaPresse)

Oltre a conquistare il primo posto nella classifica generale della Qualità della vita 2023 del Sole 24 Ore, Udine fa un balzo avanti e conquista il primato anche per quanto riguarda l’indice della qualità della vita delle donne. Infatti, il tasso di occupazione femminile supera la media nazionale di oltre 12 punti, con un gap occupazionale di poco inferiore al 13% e alti valori nella speranza di vita (85,4 anni), ma può vantare anche un’alta percentuale di amministratori comunali donne. La graduatoria sulla parità di genere evidenzia una spaccatura ormai nota tra Nord e Centro, mentre il Sud è concentrato nelle posizioni più basse. Il podio però sorprende, perché è inedito, diverso da quello dell’anno scorso.

Al primo posto Udine, dunque, a seguire Lecco, per la prima volta al secondo posto, al terzo c’è Prato. Il podio della coda della classifica, invece, annovera province meridionali, al netto di eccezioni come Imperia, scesa al 91esimo posto per via delle violenze sessuali. La maglia nera va a Napoli, al 107esimo posto, preceduta da Vibo Valentia, che era ultima nella precedente edizione, e Crotone. Il Sud, però, ha un potenziale importante. La classifica sulla Qualità della vita 2023 lo evidenzia sul fronte studi, competenze e imprenditoria femminile, ma il potenziale resta inespresso.

CLASSIFICA QUALITÀ DELLA VITA 2023: MILANO ULTIMA PER TASSO IMPRESE FEMMINILI

Nella top 10 della classifica della Qualità della vita 2023 sulla parità di genere ci sono tre province toscane: Prato, prima per percentuale di donne tra gli amministratori comunali, a seguire Siena (quinta), Firenze (sesta) e Arezzo (settima). A trainare Firenze i dati sull’occupazione, infatti è in vetta per percentuale di donne che lavorano, con 20 punti sopra la media nazionale, e per gap ridotto tra occupati uomini e donne. Fermo è invece la provincia che registra il numero più basso di violenze sessuali ogni 100 mila denunce, mentre Benevento è prima per imprese femminili sul totale. D’altra parte, perde il primo posto per donne laureate, scalzata da Isernia. Trento ha un primato inedito per speranza di vita, mentre Lodi ha superato Milano per giornate retribuite.

La classifica della Qualità della vita 2023 sulla parità di genere mostra una sostanziale assenza delle grandi città dai vertici. A parte Firenze, l’unica nella top ten con due primati, e Bologna che è tra le prime venti, Torino è al 27esimo posto, Cagliari trentesima, Milano perde nove posizioni ed è 38esima, ultima per tasso di imprese femminili, Roma ne perde 7 e va al 49esimo posto, Venezia al 54° e Genova al 69° posto. Ci sono poi le grandi aree metropolitane meridionali che si piazzano in fondo alla classifica stilata dal Sole 24 Ore: Bari 88esima, Palermo 90esima e Napoli ultima.

PARITÀ DI GENERE, CLASSIFICA QUALITÀ DELLA VITA 2023: I TREND NAZIONALI

Dall’analisi dei trend su base nazionale si può tracciare un quadro aggiornato da cui emerge un miglioramento a livello complessivo della qualità della vita delle donne in Italia. Infatti, ci sono dati che registrano un miglioramento non solo rispetto all’anno scorso, ma anche rispetto all’edizione del 2021. Ad esempio, il tasso di occupazione femminile è salito al 55,2 dal 52,9 del 2021, invece la percentuale di giovani donne occupate è cresciuta dal 25,2 al 29,4 nel giro di tre anni. A ciò si contrappone una situazione statica su altri aspetti. Infatti, la media nazionale delle donne amministratrici di impresa è rimasta la stessa: una su quattro. Lo stesso vale per le amministratrici comunali, il cui tasso è addirittura calato dal 34,5% del dato Istat 2021 al 33,8% del 2022. Non è cresciuto neppure il gender gap occupazionale, rimasto al 19% circa, mentre aumentano le violenze sessuali. Nel 2022 sono state registrate 10,1 denunce ogni 100mila abitanti, contro le 8,8 del 2021 e le 7,3 del 2020.





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