Clorochina, farmaco anti-malaria contro coronavirus?/ Test “promettenti” in Francia

- Carmine Massimo Balsamo

Clorochina, il farmaco anti-malaria sta dando risultati soddisfacenti sui pazienti affetti da coronavirus: ecco di cosa si tratta.

clorochina
Immagine di repertorio

Dal Tocilizumab al farmaco in sperimentazione in Olanda: la ricerca contro il coronavirus procede spedita e arrivano importanti aggiornamenti dalla Francia. A Marsiglia, infatti, è stata sperimentata la Clorochina su 24 pazienti affetti da Covid-19 ed i risultati sono soddisfacenti. Sibeth Ndiaye, portavoce del Governo, ha spiegato che la sperimentazione sarà estera nei prossimi giorni. Ma di cosa si tratta? La Clorochina viene utilizzata principalmente nel trattamento degli attacchi acuti di malaria e di altre parassitosi, in particolare le amebiasi extraintestinali e, come spiega l’Humanitas, uccide i parassiti della malaria interferendo con il loro metabolismo. La clorochina può essere somministrata tramite iniezioni o per via orale, sotto forma di compresse. Già in Cina era stata utilizzata per provare a fermare l’avanzamento dell’epidemia ma i risultati sono stati contrastanti. A Marsiglia il professor Didier Raoult ha ottenuto esiti degni di nota e nelle prossime settimane ne sapremo sicuramente di più…

CLOROCHINA, FARMACO ANTI-MALARIA CONTRO IL CORONAVIRUS

L’epidemiologo Alexandre Bleibtreu di Pitié Salpêtrière ha spiegato a CheckNews alla fine di febbraio: «Quello che possiamo dire al momento è che la molecola è attiva sul virus in vitro. Ma non ci sono dati scientificamente provati che supportano l’uso della clorochina nei pazienti e che ne traggano beneficio». Secondo Didier Raoult, il 75% dei pazienti guarisce dopo sei giorni di trattamento: i risultati più dettagliati di questo studio sono stati inviati per la pubblicazione all’International Journal of Antimicrobial Agents e l’esperto si è detto fiducioso. Ricordiamo che, secondo quanto riportato dai medici cinesi che l’hanno avuta in sperimentazione, ha portato ad un miglioramento della sintomatologia e nella riduzione del periodo di degenza. Come certificato dalla Fondazione Veronesi, risultati importanti ottenuti su 100 pazienti che fanno ben sperare per il futuro.

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