Colesterolo, nuova terapia con acido bempedoico/ La pasticca che fa scendere livello

- Josephine Carinci

Una nuova terapia con l'acido bempedoico per ridurre il colesterolo: lo studio pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine

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Ridurre il colesterolo è possibile ed è divento l’obiettivo della terapia della cardiopatia ischemica. La scoperta delle statine è servita proprio a sviluppare in maniera positiva la terapia ma nonostante ciò, dal 7 al 29% dei pazienti che assumono statine, riportano dolori o anche danni muscolari o scheletrici che impediscono di ricevere le dosi adeguate per il raggiungimento dell’obiettivo. Una soluzione potrebbe però essere possibile. Sull’ultimo numero della rivista New England Journal of Medicine, il dottor Nissen e i suoi collaboratori hanno presentato i risultati della sperimentazione effettuata in collaborazione con oltre 1250 ospedali in 23 paesi americani ed europei.

Gli studiosi hanno utilizzato l’acido bempedoico in pazienti ipercolesterolemici e con problemi cardiovascolari, intolleranti alle statine. L’acido bempedoico, infatti, è simile alle statine in quanto riduce la sintesi del colesterolo a livello epatico, permettendo la facilitazione della sua eliminazione a livello vascolare, come spiega Il Messaggero.

Una pillola contro il colesterolo: lo studio

Nella ricerca effettuata con la collaborazione di 1250 ospedali, gli studiosi hanno preso in considerazione 14.000 pazienti ipercolesterolemici, il 48% di cui donne, con pregressi eventi vascolari o fattori di rischio. Alla metà di loro è stato somministrato acido bempedoico ad un dosaggio di 180 mg al giorno, mentre all’altra metà è stato dato un placebo. I risultati sono stati valutati non solamente analizzando la riduzione del colesterolo ma anche gli effetti a livello cardiovascolare.

A sei mesi dalla somministrazione del farmaco, si è registrata una riduzione dei livelli di colesterolo LDL del 21% nei pazienti ai quali è stato dato il farmaco. La percentuale è arrivata ad oltre il 26% al termine dello studio. Si è registrata anche una diminuzione della proteina C reattiva che è un fattore di rischio coronarico. Migliorata, nei pazienti, anche la situazione clinica: mortalità cardiovascolare, ictus o infarto sono diminuiti di oltre il 13%. I dolori muscolari si sono presentati solamente nel 5.6% dei pazienti. Dovrebbero dunque essere scongiurati problemi epatici e muscolari come nel caso delle statine.







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