Concorso magistrato 2022: 5% candidati ammesso a orale/ “Strafalcioni d’italiano e…”

- Alessandro Nidi

Concorso magistrato 2022, l’esito delle prove scritte ha rivelato un incredibile flop: bocciati oltre 3.500 candidati, almeno 90 posti resteranno scoperti

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Immagine di repertorio (Pixabay)

Il concorso magistrato 2022, con cui sono stati “messi in palio” 310 posti di magistrato ordinario, si è rivelato un clamoroso flop. Non tanto in termini numerici, visto che i candidati presentatisi alle prove scritte sono stati in totale 3.797, quanto – piuttosto – per gli esiti delle stesse: solo 220 aspiranti magistrati sono stati giudicati idonei ad accedere agli orali, che si terranno il prossimo 27 giugno. Ne deriva che sono stati bocciati oltre 3.500 candidati, che, come sottolinea “Il Riformista”, si sono resi protagonisti di strafalcioni di diritto e d’italiano, malgrado la loro laurea in Giurisprudenza.

Di fatto, soltanto il 5,7% degli iscritti si è guadagnato la possibilità di sostenere il test orale, ma questo significa che almeno 90 dei 310 posti ottenibili attraverso il concorso magistrati 2022 resteranno scoperti. Un tema che offre un paragone interessante, dal momento che non è la prima volta che si assiste a un numero così elevato di bocciature: accadde già nel 2008, in occasione di un maxi-concorso che avrebbe dovuto assicurare alla magistratura una decisa iniezione di forze nuove, con 500 giudici in più. Ad oggi, invece, si denuncia la carenza di almeno mille pm in Italia e la statistica, alla luce degli esiti sopra riportati, pare destinata ad aggravarsi ulteriormente.

CONCORSO MAGISTRATO 2022, LUCA PONIZ (PM): “COLLASSO DELL’ATTITUDINE FORMATIVA DELLA SCUOLA”

Attraverso le colonne dell’agenzia di stampa nazionale ANSA, ha detto la sua il pm milanese ed ex presidente dell’Anm Luca Poniz, tra i 30 componenti della commissione d’esame dell’attuale concorso magistrato 2022. Il diretto interessato ha chiarito che “quando si legge un tema, non c’è nessun preconcetto o severità predeterminata”. Purtroppo, si è dovuto prendere atto di un “livello inadeguato” dei candidati e della loro “grandi povertà argomentativa e linguistica. Molto spesso si è trattato di temi che ricalcano schemi pre-confezionati, senza una grande capacità di ragionamento, una scarsa originalità, poca conseguenzialità e in alcuni casi errori marchiani di concetto, di diritto, di grammatica. Trovare candidati del concorso in magistratura che non sanno andare a capo è un problema molto serio, io l’ho imparato in terza elementare“.

Il problema vero, per Luca Poniz, è il collasso dell’attitudine formativa della scuola”, ma anche la “proliferazione di atenei che tendono a promuovere tutti, perché le università si alimentano attraverso i risultati positivi”.





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