Concorso Mibac, bandi per 5400 assunzioni/ Il primo in Gazzetta Ufficiale il 9 agosto

- Silvana Palazzo

Concorso Mibac, in arrivo i bandi per 5400 assunzioni. Il primo sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 agosto, entro la fine dell’anno tutti gli altri

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Ministro della Cultura, Alberto Bonisoli (LaPresse, 2018)

Partono i bandi di concorso del Mibac per 5400 assunzioni entro l’anno. Si comincia il 9 agosto con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del bando relativo alle prime 1052 unità lavorative, che saranno assunte con il profilo di vigilanti. Questo bando anticipa tutti gli altri, che saranno pubblicati entro l’anno. L’obiettivo è quello di favorire l’assunzione di 5400 persone. Il Mibac ha annunciato che ieri Ripam ha terminato l’istruttoria, quindi tutto è pronto. Inoltre, il ministero della Funzione Pubblica a breve lancerà un bando per un concorso unico che riguarda diverse amministrazioni, in cui sono previste 250 posizioni di funzionari amministrativi per il ministero dei Beni Culturali diretto da Alberto Bonisoli. Invece ad ottobre si apriranno nuove occasioni con altri bandi. Il ministro per i Beni e le Attività Culturali si è detto soddisfatto: «Era stata una delle priorità del mio mandato. Avevo cercato immediatamente le coperture economiche e ho lavorato fin dal primo momento per adempiere al più presto a tutti i passaggi burocratici».

CONCORSO MIBAC, BANDI PER 5400 ASSUNZIONI: IL PIANO DI BONISOLI

E dunque ora ci siamo. In arrivo il primo di una serie di bandi di concorso con cui si vogliono inserire 5400 nuove figure professionali di cui ha bisogno il Mibac. Uno dei problemi atavici di questo dicastero è infatti la mancanza di personale. «Abbiamo la necessità e l’urgenza di fare fronte alle drammatiche carenze di personale per la mancanza di turnover negli scorsi anni», ha dichiarato il ministro Alberto Bonisoli. Inoltre, ha spiegato che questo è un problema che chi lo ha preceduto «non ha mai pensato di affrontare», costringendo il Mibac per anni «a gestire il proprio patrimonio con risorse umane del tutto insufficienti e con gravissime conseguenze sulla gestione tecnica e amministrativa di siti archeologici, musei, archivi, biblioteche». Consapevole che i beni culturali italiani siano un volano importante per l’economia, ora vuole inserire nuove figure professionali, perché «senza personale non funzionano o funzionano male».



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