Congo, ucciso prete Godefroid Pembele Mandon/ Due chiese assaltate, donne rapinate

- Silvana Palazzo

Ucciso prete Godefroid Pembele Mandon nella Repubblica Democratica del Congo: la sua chiesa assaltata, così come un’altra dove donne in attesa della Messa sono state rapinate

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Immagine di repertorio (LaPresse)

Ancora sangue nella Repubblica Democratica del Congo. Un sacerdote è stato ucciso nella notte tra il 6 e il 7 agosto scorso nel sud ovest del Paese africano. Gli hanno sparato e il ricovero in ospedale a Kinshasa è stato inutile. La vittima è padre Godefroid Pembele Mandon, prete delle parrocchie di Saint Mukasa e Saint Murumba. Secondo i testimoni, degli sconosciuti hanno legato uno degli abati e portato via alcuni dei suoi beni. Poi si sono recati nella stanza del prete sparandogli. A dare la tragica notizia è l’agenzia Fides, secondo cui un’altra parrocchia è stata attaccata, sempre da banditi, che hanno rapinato diverse persone.

Nel necrologio scritto da don Francis-Emmanuel Kimwanga, cancelliere della diocesi di Kikwit, si legge che padre Godefroid Pembele Mandon è stato ucciso a colpi di arma da fuoco ed è stato trasferito al centro ospedaliero Olive Lembe Kabila di Nsele dove è morto. «Sua Eccellenza monsignor Timothée Bodika Mansiyai, vescovo di Kikwit, è profondamente rattristato nell’annunciare ai suoi fedeli e alle persone di buona volontà la triste notizia della morte di padre Godefroid Pembele Mandon. Raccomandiamo l’anima dell’illustre defunto le vostre ferventi preghiere», prosegue il messaggio.

CAOS CONGO, APPELLO USA A FINE VIOLENZE

Nella stessa notte un’altra chiesa nella stessa città di Kikwit, Saint Murumba, è stata attaccata appunto da banditi armati. Secondo fonti concordanti, hanno derubato donne che si stavano preparando per la prima Messa di un nuovo prete e hanno portato via molti beni ad un catechista. Thesky Mayoko, notabile del luogo, secondo quanto riportato da Fides, ha lanciato un appello alle autorità politico-amministrative della città di Kikwit «affinché aprano un’inchiesta giudiziaria per rintracciare tutti gli autori di questo crimine per rispondere dei loro atti criminali davanti ai tribunali». Anche gli Stati Uniti hanno lanciato un appello: il segretario di Stato americano ha dichiarato che il suo Paese sosterrà ogni sforzo per contribuire a risolvere la crisi nella Repubblica democratica del Congo. «Vogliamo che la violenza finisca, chiediamo all’M23 e a tutti gli altri gruppi armati di cessare le loro azioni, di deporre le armi e di rientrare nel quadro del processo negoziale», ha dichiarato da Kinshasa.







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