CONSIGLI NON RICHIESTI/ Generazione Z, cosa cambia per il mondo del lavoro?

- Franco Ferrazza

La Generazione Z potrebbe cambiare positivamente il mondo del lavoro nei prossimi anni, ma pone delle sfide al mondo delle imprese

Giovani Giovani

In un precedente articolo abbiamo esplorato come la curiosità influenzi il nostro approccio al lavoro e alla vita, mettendo in evidenza la convergenza generazionale senza precedenti, in particolare tra i Boomer, la Generazione X, i Millennial e la Generazione Z. Ci sembra interessante dare continuità e vogliamo dedicare un focus particolare alla Generazione Z, un gruppo emergente che sta già iniziando a lasciare il segno nel mondo del lavoro.

Io faccio parte della Generazione X, sono un consulente aziendale e insegnante in una scuola professionale, nonché formatore che lavora con giovani in apprendistato. Questo mi dà il privilegio di osservare da vicino la Generazione Z, e vorrei condividere con voi cosa sto vedendo e vivendo, per guardare insieme come questa generazione potrebbe cambiare positivamente il mondo del lavoro nei prossimi anni.

Ma quali sono le generazioni? Per comprenderlo meglio vi elenco, come sono generalmente suddivise e gli anni di riferimento: Generazione perduta (1883-1900); Greatest Generation (1901-1927); Generazione silenziosa (1928-1945); Baby boomers o “Boomers” (1946-1964); Generazione X (1965-1980); Generazione Y o “Millennials” (1981-1996); Generazione Z o “Centennials” (1997-2009/11); Generazione Alpha o “Screenagers” (2010/12-oggi).

Un cambiamento culturale in arrivo

Il primo elemento che dobbiamo considerare per capire la Generazione Z è che è nata e cresciuta nell’era digitale. Diversamente dai Millennials, che hanno vissuto una transizione tra il mondo analogico e quello digitale, i ragazzi della Generazione Z hanno visto quasi esclusivamente l’euro e sono cresciuti con una competenza digitale innata. La Generazione Z è composta da circa 9 milioni di persone in Italia e rappresenterà un terzo dei lavoratori entro il 2030, secondo i dati dell’U.S. Bureau of Labor Statistics.

Possiamo dire che gli Z incarnano una mentalità e una cultura lavorativa differente dalle generazioni che la precedono, come i Boomers e la Generazione X e la Y. Questi giovani portano con loro una maggiore consapevolezza delle questioni sociali e ambientali, essendo cresciuti, e scusate gli esempi banali, con la raccolta differenziata (obbligatoria dal 1997) e il divieto di fumo nei locali pubblici (entrato in vigore dal 2003). Essendo cresciuti con una sensibilità sempre più crescente all’attenzione all’ambiente, fin dalla loro infanzia, è probabile e auspicabile che il loro ingresso nel mondo del lavoro possa dare slancio a un cambiamento culturale, promuovendo una cultura aziendale più inclusiva.

L’ingresso della Generazione Z nel mondo del lavoro

Con l’avvento graduale della Generazione Z nel mercato del lavoro e i baby boomer che fino a oggi sono stati la forza lavorativa prevalente e che andranno sempre più in pensione, le aziende dovranno tenere presente maggiormente questa nuova cultura. Secondo LinkedIn, i lavoratori della Generazione Z cambiano lavoro a un tasso del 134%, in crescita rispetto al 2019, in confronto al 24% dei Millennial e al 4% dei Boomer. Questa nuova forza lavoro è alla ricerca di opportunità lavorative che rispecchino i suoi valori e interessi personali. Le aziende dovranno guardare alla flessibilità, all’innovazione e all’impegno sociale come elementi cruciali per attirare la Generazione Z e pensare a una stabilità a lungo termine.

Adattarsi per accogliere la Generazione Z

L’arrivo della Generazione Z rappresenta un’opportunità per le generazioni precedenti per accogliere il cambiamento e creare una contaminazione contagiosamente propositiva, ma non si potranno trascurare alcuni bisogni, perché secondo Pymnts (azienda di ricerca americana) il 65% della Generazione Z fa fatica ad arrivare a fine mese e le aziende, dal canto loro, dovranno adottare un approccio inclusivo e collaborativo, cercando di ridurre i gap esistenti, incoraggiando lo scambio intergenerazionale di conoscenze per favorire la crescita e lo sviluppo di tutti i dipendenti. Sarà interessante vedere come si prepareranno all’ingresso massiccio della Generazione Z, aggiornando le proprie politiche e le proprie infrastrutture per rispondere alle sue esigenze e aspettative.

Promuovere un ambiente inclusivo e sostenibile

Un elemento centrale nell’accogliere la Generazione Z nel mondo del lavoro sarà la promozione di un ambiente aziendale inclusivo e sostenibile, poiché la Generazione Z è già multietnica e diversificata. I luoghi di lavoro dovranno accogliere sempre di più la diversità e promuovere l’uguaglianza di opportunità per tutti i dipendenti. Inoltre, sarà importante adottare politiche e pratiche che favoriscano la sostenibilità, riducendo l’impatto negativo sull’ambiente e promuovendo comportamenti responsabili.

Investire nel futuro del lavoro

In conclusione, proviamo a fare sintesi. In primo luogo, la Generazione Z di per sé, abituata a navigare nel “cambiamento che cambia”, sarà utile per tutti; in secondo luogo, l’ampio inserimento fisiologico di questa generazione nel mondo del lavoro comporterà un cambiamento per contaminazione; infine, la Generazione Z dovrà aprire le porte alla Generazione Alpha che arriverà prima di quanto possiamo credere.

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