Consiglio dei Ministri, slitta assestamento bilancio/ No Autonomia, strappo Lega-M5s

- Niccolò Magnani

Consiglio dei Ministri, è rebus odg: slitta assestamento bilancio, Autonomia e forse Flat Tax. Strappo Lega-M5s, gli scenari e la procedura d’infrazione che incombe

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Consiglio dei Ministri: Salvini, Conte, Di Maio e Tria (LaPresse, 2019)

Nel Consiglio dei Ministri previsto per questa sera a Palazzo Chigi il vero rebus sarà l’ordine del giorno: in attesa che il Premier Conte lo renda noto, sono parecchi i dubbi su cosa realmente sarà contenuto nella tanto attesa riunione di Governo dopo il vertice della scorsa notte conclusosi a “umori alterni”. Doveva essere il Cdm dell’Autonomia Differenziata e della revoca della concessione ad Autostrade ma le frenate e le distanze tra Lega e M5s hanno impedito di fatto che questa sera venga portato il doppio testo di legge a Palazzo Chigi. Poteva essere il Consiglio dei Ministri in cui il Ministro dell’Economia Giovanni Tria avrebbe portato il decreto sull’assestamento di bilancio con tutti i tagli alle misure utili a preparare una risposta alla procedura d’infrazione Ue che pende sulla testa dell’Italia dal prossimo 2 luglio in poi: ma l’approvazione potrebbe slittare anch’essa, come confermato dal Sottosegretario di Conte, Giancarlo Giorgetti che ha invece ipotizzato il Cdm utile per l’approvazione il prossimo 1 luglio. «Penso di sì», ha risposto il n.2 della Lega in merito alla presentazione slittata del decreto assestamento sui conti pubblici e alla possibilità che il testo possa essere accompagnato da una relazione del Parlamento.

CONSIGLIO DEI MINISTRI, DI COSA SI DISCUTERÀ?

La trattativa con l’Ue per evitare la procedura d’infrazione sarà comunque il tema fondamentale del Consiglio dei Ministri di questa sera, al netto del forte rebus sull’ordine del giorno in Cdm: il ministro dell’Economia Tria illustrerà ai colleghi, compresi Salvini e Di Maio, il suo piano volto a proporre all’Unione europea una riduzione del deficit del 2019 fino a 8 miliardi al fine di scongiurare l’azione di Bruxelles. Il disegno di legge finalizzato all’assestamento delle previsioni di bilancio ogni titolare del Mef deve presentarlo alle Camere entro il 30 giugno ma quest’anno lo slittamento appare ormai certezza, come confermato da Giorgetti: via l’Autonomia e Autostrade e con la distanza ancora serrata sulla Flat Tax e la Tav, la riunione di Palazzo Chigi questa sera potrà vedere sullo sfondo dietro le discussioni sui conti pubblici anche le decisioni sulle nomine per il prossimo ciclo istituzionale in Commissione Ue. Il Governo insomma prende tempo per provare a costruire con Conte e Tria il pacchetto tecnico completo che porti i tagli tanto richiesti dall’Europa in funzione della riduzione del deficit per il 2019: come spiega Repubblica, gli 8 miliardi (che porta il disavanzo al 2% del PIl) sarebbero la cifra con cui l’Italia si garantirebbe, forse, l’annullamento della procedura d’infrazione.



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