Conte sarà indagato per Alzano e Nembro?/ “Può essere accusato di epidemia colposa”

- Silvana Palazzo

Il premier Giuseppe Conte sarà indagato per Alzano e Nembro? Teme l’avviso di garanzia secondo Repubblica: “Potrebbe essere accusato di epidemia colposa”. Il retroscena

Zona rossa Alzano e Nembro, ricostruzione Conte
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (LaPresse)

Il premier Giuseppe Conte teme di entrare domani in procura a Bergamo come persona informata sui fatti e di uscirne da indagato per epidemia colposa. A rivelare il retroscena è Repubblica, che parla di un presidente del Consiglio preoccupato per la piega che potrebbe prendere la vicenda della mancata istituzione della zona rossa in Val Seriana. «Non sono affatto preoccupato», ha dichiarato ieri, ma il timore dell’avviso di garanzia c’è. D’altra parte, parla di una «scelta politica insindacabile», perché «non c’era un manuale da seguire nella gestione della crisi, ma decisioni da prendere giorno dopo giorno». Eppure Maria Cristina Rota, procuratore facente funzione di Bergamo, ha fatto sapere di non condividere la posizione del premier. «Da quello che ci risulta è una decisione governativa», ha spiegato in un’intervista al Tg3. Se la sua posizione dovesse trasformarsi, potrebbe essere messa in discussione tutta la gestione dell’emergenza coronavirus. Un altro retroscena è rivelato da Il Giornale, secondo cui la convocazione dalla procura di Bergamo avrebbe irritato il premier Conte perché a due giorni dall’inizio degli Stati Generali.

“CONTE TEME AVVISO DI GARANZIA PER ALZANO E NEMBRO”

Conte fa finta di esser tranquillo? È l’indiscrezione che emerge da Repubblica, che lo descrive in realtà preoccupato. Ai pm dovrà chiarire perché non sono state istituite le zone rosse per Alzano e Nembro, nonostante la richiesta esplicita del presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro. Non lo aiutano tra l’altro le dichiarazioni che filtrano dalla maggioranza. C’è infatti un membro del governo che, come riportato da Repubblica, ha dichiarato: «Non è stato fatto neanche un Cdm come per Codogno. Erano i giorni dei dpcm, delle scelte solitarie». Nella ricostruzione di quelle ore sarà anche utile il contributo del ministro della Salute Roberto Speranza, capire cioè cosa venne deciso da lui. «Penso che chiunque abbia avuto responsabilità dentro questa emergenza, dal capo dell’Oms al sindaco del più piccolo paese coinvolto, passando per ciascuno di noi, debba essere pronto a rendere conto delle scelte fatte. È la bellezza della democrazia. È giusto così», ha dichiarato Speranza.



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