Coppa Italia, cambia il formato/ Solo squadre di A e B, sarà addio alle favole?

- Claudio Franceschini

Coppa Italia, cambia il formato: al Consiglio di Lega si è discussa l’eventualità di rivoluzionare la competizione, con le sole squadre di Serie A e Serie B e dunque anche meno partite.

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La Coppa Italia cambia formato: niente più favole dalla Serie C? (Foto LaPresse)

COPPA ITALIA: CAMBIA IL FORMAT

La Coppa Italia cambierà formato. Si apprende dalle indiscrezioni emerse in seno al Consiglio di Lega, andato in scena mercoledì pomeriggio: la competizione nazionale di fatto è davanti a una svolta che sarebbe epocale, perché sparirebbero del tutto le squadre di Serie C (o Lega Pro che dir si voglia) e quelle di Serie D. L’idea della Lega, ai tempi, era stata quella di creare una Coppa Italia che somigliasse nelle intenzioni alla FA Cup: c’era il tentativo di “imitare” il fascino della più antica competizione del calcio, che anno dopo anno regala grandi favole con squadre della quarta o quinta divisione che battono le big, e via discorrendo.

L’esperimento però è riuscito solo in parte: mancando di quella tradizione tipicamente britannica, e con una cultura diversa, la nostra Coppa Italia – al netto di storie comunque avvincenti, si veda l’Alessandria 2016 o l’Ancona di inizio anni Novanta, o ancora prima l’Atalanta – la nostra Coppa Italia è risultata essere una manifestazione “scontata”, con primi turni poco attraenti. Anche perché, diciamolo, con le big in campo dagli ottavi di finale si riduceva di parecchio l’effetto sorpresa. Per ovviare a tutto questo, pare, verrà introdotta la riforma.

COME CAMBIA LA COPPA ITALIA

Di cosa si tratta? Semplice: la nuova Coppa Italia sarà aperta solo alle 40 squadre di Serie A e Serie B. Spariscono le rappresentanti di Serie C (erano 29) e Serie D (9), si partirà non più a fine luglio ma a metà agosto (si è già fissato il giorno 15 come data di inizio) e l’idea sembra essere duplice. Da una parte, la necessità di snellire il calendario togliendo qualche infrasettimanale soprattutto nei primi turni; dall’altra, diminuire il numero assoluto di partite ma aumentare in maniera esponenziale quelle che avrebbero appeal per le televisioni. Per il momento lasciamo perdere qualunque discorso legato alle polemiche sulla SuperLega, al calcio del popolo e al sogno di una piccola società di sfidare una big; tema che sarebbe bene aprire visto il polverone sollevatosi nelle ultime settimane, ma che merita altra sede. Dal punto di vista strettamente logistico, la nuova Coppa Italia dovrebbe prevedere che 12 squadre di Serie A – dunque quelle classificatesi dal nono al diciassettesimo posto nel campionato precedente, più le tre neopromosse – entrino corsa già dal primo turno, con le 8 teste di serie ad aspettare. Vedremo se sarà una riforma attuale da subito…



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