Coronavirus, Cassano/ “Scudetto? Facciamo i playoff o si butta la stagione nel cesso”

- Claudio Franceschini

Coronavirus, Antonio Cassano parla della sua soluzione per terminare il campionato: replicare i playoff di Serie B per assegnare lo scudetto ed evitare di “buttare la stagione nel cesso”.

Antonio Cassano partita Cuore lapresse 2020
Antonio Cassano, 37 anni (Foto LaPresse)
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Sul Corriere dello Sport è comparsa una lunga chiacchierata tra Ivan Zazzaroni e Antonio Cassano. Mai banale quando l’ex talento di Bari, Roma, Real Madrid, Sampdoria e Parma dice la sua; in questo caso l’intervista ha toccato svariati temi. Dall’isolamento causa Coronavirus ai ricordi che FantAntonio ha del calcio, ma soprattutto l’argomento principale è stato quello della ripresa del campionato. Per Cassano non si tornerà a giocare e la stagione è da considerarsi conclusa: l’indizio, se vogliamo definirlo così, sta nel fatto che la Juventus ha tagliato gli stipendi dei calciatori fino a giugno. Incalzato dal giornalista, l’ex giocatore dice “perché non lo fai di mese in mese?”, sostenendo la tesi di un qualcosa di già deciso o quasi, altrimenti la Juventus avrebbe potuto decidere di volta in volta e arrivare anche al 25 giugno per tagliare eventualmente l’ultima mensilità.

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Da qui Cassano, che riconosce la buona volontà da parte dei calciatori nel ridursi lo stipendio (anche se “un taglio su persone che vivono di 2000, 1200, 1000 euro è un’altra cosa”), dice che la riduzione degli stipendi non andrebbe bene in Serie B e Serie C, dove invece è necessario trovare un’altra soluzione perché gli ingaggi sono decisamente differenti; si potrebbe ad esempio “non pagare adesso e mettere sul contratto dell’anno prossimo”. Un tema delicato, che è stato discusso proprio oggi nell’Assemblea di Lega raggiungendo un accordo con le società, che ora dovranno riferirsi direttamente ai giocatori per ufficializzare il taglio degli stipendi. Poi, altro tema interessante nella questione è quello della ripresa del campionato. Gabriele Gravina continua a sperare che si possa ripartire? Cassano è d’accordo, ma dice anche che il dato di fatto è che qualora gli allenamenti riprendano il 3 maggio ci vorrà come minimo un mese per tornare a giocare davvero.

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CORONAVIRUS, CASSANO SOSTIENE L’IDEA DEI PLAYOFF

“I giocatori sono fermi da tre mesi, mancano 13 partite quindi andiamo a giocare fino ad agosto e diventa un massacro per l’anno prossimo”. L’idea di FantAntonio? Replicare i playoff di Serie B, e dunque Juventus e Lazio – prima e seconda – direttamente in semifinale – poi terza contro sesta e quarta contro quinta con tabellone fino a disputarsi lo scudetto. Zazzaroni incalza: in questo modo, dice, si cambierebbe format e non tutti sarebbero a favore. Ma Cassano, che non ha peli sulla lingua, forse la vede anche più lunga di altri perché pone un tema abbastanza importante ma tutto sommato semplice: “Questo è un caso eccezionale, per non buttare la stagione nel cesso non hai alternative: o non l’assegni a nessuno – lo scudetto, NdR – o sfori, vai all’anno prossimo”. Già, ma andare all’anno prossimo significherebbe creare problemi sulla stagione seguente e “La Coppa dei Campioni cosa fai, non la giochi? L’Europa League non la giochi?”. Senza contare ovviamente gli Europei e le Olimpiadi, entrambe posticipate di un anno.

Da qui Cassano sostiene la necessità di fare i playoff, che snellirebbero tutto e permetterebbero comunque di assegnare lo scudetto. Tuttavia Zazzaroni non molla, e dice di aver intervistato Carlo Ancelotti che raccontava di come il suo Milan giocò i preliminari di Champions League 4 giorni dopo il rientro dalle vacanze e poi vinse la coppa (era il 2007). La risposta di Cassano è in puro stile FantAntonio: “Te la ricordi la squadra del Milan? E’ semplice”. Ovvero: “Se c’ho una squadra con a disposizione Messi, Neymar, Mbappé, Ronaldo, Xavi, Iniesta, Pirlo, Modric, Kroos… volete venire quando? Tra 4 giorni? No venite un’ora prima, ci vediamo allo stadio”, come dire che con tanti campioni, quali aveva quella squadra rossonera, non sarebbe un problema. Ci sono però squadre meno forti che devono correre e faticare per raggiungere l’obiettivo; dunque Ancelotti dice il vero ma lo fa in un caso specifico. “Ci sono squadre che si devono salvare, devono fare 13 partite a manetta…”. Insomma: l’argomento farà discutere ancora.

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