Coronavirus causa ictus/ In Usa casi in pazienti giovani, medici scioccati

- Davide Giancristofaro Alberti

Coronavirus causa ictus in 30/40enni. Negli Stati Uniti vengono denunciati diversi casi di giovani pazienti: i dati iniziano a preoccupare

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Una serie preoccupante di ictus in pazienti compresi fra i 30 e i 40 anni, senza patologie pregresse colpiti da coronavirus, si sta verificando negli Stati Uniti. La testimonianza diretta arriva dal Mount Sinai Beth Israel Hospital di Manhattan, pubblicata da Boston.com nelle scorse ore. Thomas Oxley, un medico che lavora presso la struttura newyorkese suddetta, ha raccontato tutta la sua incredulità nel vedere appunto persone giovani, sane, e senza alcuna patologia grave, venire colpite da ictus senza preavviso. Si cita quindi la vicenda drammatica di un uomo che ha improvvisamente avvertito difficoltà a parlare e muovere la parte destra del proprio corpo. Un paziente di soli 44 anni, che come scrive Boston.com, ha fatto rimanere “a bocca aperta” lo stesso Oxley. L’età media per questi tipi di ictus gravi è infatti di solito attorno ai 74 anni, di conseguenza, un 44enne con questa patologia è qualcosa di unico e raro.

CORONAVIRUS CAUSA ICTUS: A BREVE IN ARRIVO STUDIO DI MEDICI USA

Il medico dell’ospedale di Manhattan ha spiegato di aver notato un comportamento del cervello quasi illogico: mentre attraverso un ago veniva estratto il coagulo (che provoca appunto l’ictus), subito dopo si creavano nuovi coaguli, in tempo reale. Una situazione “da pazzia”, citando Thomas Oxley. Questo aggiornamento sull’epidemia rappresenta purtroppo l’ultima triste novità circa l’infezione da coronavirus, a conferma di quanto questa pandemia sia ancora per molti versi oscura, misteriosa e nel contempo preoccupante. Il covid-19, oltre ad annientare i polmoni, sembrerebbe essere in grado di intaccare altri organi del corpo umano, a cominciare appunto dal cervello. Già in un precedente rapporto stilato a Wuhan, si parlava di una correlazione fra virus e ictus, ma in pazienti malati e anziani. Ora la vicenda si è decisamente evoluta, e tre grandi centri medici statunitensi stanno per pubblicare per la prima volta i dati sulla correlazione fra icuts e coronavirus: i numeri sono ancora piccoli, si parla di una decina di casi, ma sono già significativi. Molti ricercatori sospettano che il connubio derivi dal fatto che il covid-19 crei problemi al sangue, che poi sfociano in degli ictus in alcune persone. “Ci siamo anche occupati di pazienti trentenni con ictus e covid, e questo è stato estremamente sorprendente”, le parole di Robert Stevens, un medico di terapia intensiva presso il Johns Hopkins Hospital di Baltimora, che ha definito l’ictus “una delle manifestazioni più drammatiche” dei problemi derivanti dalla coagulazione del sangue.





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