Coronavirus, come “cambia” cervello/ La prova nella risonanza magnetica di una 25enne

- Silvana Palazzo

Coronavirus, come “cambia” cervello? Lo mostra uno studio italiano: la prova nella risonanza magnetica di una 25enne risultata positiva al Covid-19

cervello coronavirus olfatto jama
Coronavirus, come “cambia” cervello (Foto: Jama)

Come cambia il cervello dopo il coronavirus? Il professor Letterio Salvatore Politi, dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Milano, ha provato a dare una risposta con uno studio firmato insieme a Ettore Salsano e Marco Grimaldi, e pubblicato su Jama Neurology. Hanno esaminato la risonanza magnetica di una 25enne affetta dal Covid-19 che ha perso l’olfatto, uno dei sintomi riconosciuti del coronavirus. Si stima infatti che il 65 per cento delle persone infette lo riportino. Dall’esame non sono emersi segni particolari al torace, ma le zone del cervello che regolano l’olfatto hanno mostrato delle anomalie. Ed è la prima volta che una risonanza magnetica cattura i cambiamenti nel cervello causati dal coronavirus (anche se non accade per tutti i pazienti), rivelando come il virus Sars-CoV-2 possa modificare questo organo e privare le persone dell’olfatto. Questo studio è la prova di come non attacchi solo le nostre vie aeree, ma anche il cervello. Le immagini mostrano, infatti, leggere fluttuazioni nell’area del cervello che controlla questo senso.

COME IL CORONAVIRUS “CAMBIA” IL CERVELLO: STUDIO ITALIANO

Un occhio non esperto fatica a scorgere questi cambiamenti, ma gli esperti li hanno subito individuati nella risonanza magnetica di una radiologa 25enne. La giovane era in buona salute fino a quando nel suo ospedale non sono arrivati pazienti affetti da coronavirus. Per un giorno l’operatrice sanitaria ha avuto tosse secca, poi è sparita. Poi però non è riuscita a percepire alcun odore, inoltre tutto quello che mangiava o beveva aveva un sapore strano. Tutto ciò pur non avendo sviluppato febbre. Gli esami al torace non hanno evidenziato problemi tre giorni dopo l’alterazione dell’olfatto, quindi i medici hanno eseguito la risonanza magnetica al cervello, trovando alterazioni in due aeree: lobo frontale e bulbi olfattivi. Dopo 28 giorni, è stata eseguita un’altra risonanza che ha invece mostrato come il cervello tornava alle condizioni precedenti, anche se i bulbi olfattivi apparivano leggermente infiammati. «In base ai risultati, possiamo ipotizzare che il coronavirus possa invadere il cervello attraverso la via olfattiva e causare una disfunzione», hanno scritto gli autori dello studio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA