Coronavirus, diabetici più vulnerabili?/ Dalla Francia: “1 su 10 è morto in 7 giorni”

- Silvana Palazzo

Coronavirus e diabete, sono i pazienti più vulnerabili? Dalla Francia uno studio lancia allarme: “Un malato su 10 è morto in 7 giorni dopo il ricovero in ospedale”

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Coronado, studio su coronavirus e diabete

Chi soffre di diabete rischia di pagare le conseguenze più gravi dell’epidemia di coronavirus. È quanto emerge da uno studio francese, secondo cui un paziente su 10 con diabete è morto entro 7 giorni dal suo ricovero in ospedale. Inoltre, un paziente su 5 è stato sottoposto a respirazione artificiale nello stesso arco di tempo. Lo studio, il primo nel suo genere e pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista Diabetologia, è stato firmato dai professori francesi Bertrand Cariou e Samy Hadjadj, che hanno coinvolto 1.317 pazienti di età media di 70 anni, ricoverati in 53 ospedali francesi tra il 10 e il 31 marzo. Due terzi di loro erano uomini (65%), con un’età di media di 70 anni. La maggior parte soffriva di diabete di tipo 2 (89%). I risultati della ricerca non lasciano scampo ad equivoci: le complicazioni legate al diabete hanno contribuito all’aumento dei decessi. Dalla ricerca è emerso che il diabete è dunque un importante fattore di rischio. Infatti, complicanze microvascolari sono state riscontrate nel 47 per cento dei pazienti esaminati, mentre complicanze macrovascolari erano presenti nel 41 per cento dei pazienti analizzati. Ma ovviamente anche l’età rappresenta un importante fattore di rischio, come abbiamo avuto modo di scoprire anche in Italia.

CORONAVIRUS, DIABETICI PIÙ VULNERABILI? LO STUDIO

Da quando è cominciata l’emergenza coronavirus si è detto che il diabete è uno dei fattori aggravanti, ma ora c’è uno studio, chiamato “Coronado”, che lo conferma. I diabetici più a rischio sono quelli anziani che soffrono di diabete di tipo 2 con complicazioni e in sovrappeso. Invece solo il 3 per cento dei pazienti diabetici di tipo 1 sviluppano forme gravi di Covid-19. Gli autori dello studio hanno però precisato che sono stati coinvolti solo 39 pazienti con diabete di tipo 1, quindi servono altri lavori per stabilire l’effetto del Covid-19 su questo tipo specifico di pazienti diabetici. Secondo l’endocrinologo Bertrand Cariou, la lezione principale di questo studio è che «i messaggi di prevenzione dovrebbero essere personalizzati per i diabetici» e rivolti con attenzione ai pazienti anziani con complicazioni. Ma lo studio ha anche confermato che l’insulina, e tutti i trattamenti che intervengono sul livello della glicemia, non rappresentano un fattore di rischio per le forme gravi di coronavirus, anzi dovrebbero proseguire.

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