CORONAVIRUS E TEMPESTA DI CITOCHINE/ Lavaggio del sangue per fermare l’infiammazione?

- Dario D'Angelo

La tempesta di citochine che si scatena nei malati di coronavirus può risultare letale: dal lavaggio del sangue un potenziale alleato contro l’infiammazione

sangue 2019 web
Sangue, immagini di repertorio
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Viene chiamata “tempesta di citochine” la reazione che il sistema immunitario oppone alla presenza di un agente patogeno come può essere il coronavirus e che finisce per “tradire” l’organismo. Quella risposta immunitaria veemente, infatti, rischia alle volte di risultare più pericolosa del virus stesso, al punto di mettere in pericolo la sopravvivenza del paziente. A tal proposito alcuni ricercatori cinesi hanno descritto in uno studio di recente pubblicazione il potenziale effetto della terapia di lavaggio del sangue nella riduzione della tempesta di citochine come complicazione tardiva in malati gravi di COVID-19. Gli studiosi spiegano di aver esaminato tre pazienti gravemente malati con malattia coronavirus 2019 (COVID-19) a Wuhan, Cina, tutti caratterizzati da una profonda infiammazione e trattati con terapie di purificazione del sangue, compreso lo scambio di plasma e l’assorbimento.

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CORONAVIRUS E TEMPESTA DI CITOCHINE, LAVAGGIO DEL SANGUE COME TERAPIA?

Nella loro ricerca, i medici cinesi citano il caso di un paziente 69enne di Wuhan senza una storia clinica pregressa notevole costretto nel giro di alcuni giorni ad essere intubato e con diverse altre problematiche. Tre sessioni di scambio plasmatico hanno consentito di ridurre la risposta infiammatoria sistemica e di staccarlo dal ventilatore. Non ha avuto la stessa fortuna il secondo caso oggetto dello studio, un 65enne con ipertensione, che ad alcuni giorni dal ricovero in ospedale ha subito un arresto cardiaco venendo rianimato. Avviate le terapie sostitutive della funzione renale con metodiche extracorporee continue, i suoi dati sono andati migliorando ma alcune complicanze hanno portato alcuni giorni dopo ad un arresto cardiaco questa volta letale. Terzo e ultimo caso quello di un 56enne senza alcuna malattia di fondo costretto al trasferimento in terapia intensiva, dove gli è stata praticata l’intubazione endotracheale e la ventilazione meccanica. Trattato con antibiotici, gamma globulina e altre terapie di supporto, la sua leucopenia persisteva e l’infiammazione si è intensificata. Una cura a base di metilprednisolone e terapia renale sostitutiva continua CRRT ha consentito di estubare il paziente. I medici cinesi concludono: “Il controllo rapido della tempesta di citochine nelle prime fasi potrebbe essere utile per i pazienti. La terapia di purificazione del sangue è risultata efficace nelle nostre esperienze seppur limitate”.  Le terapie in questione risulterebbero tollerabili per la maggior parte dei pazienti a patto di essere eseguite con l’assistenza di specialisti in nefrologia per tentare di ridurre al minimo i rischi di infezione e sanguinamento.

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