Coronavirus, emoglobina fetale protegge i bambini?/ “Si lega meglio a ossigeno e…”

- Raffaele Graziano Flore

“Coronavirus, l’emoglobina fetale proteggerebbe i bambini? Nuova ipotesi di studio: “È un’emoglobina diversa da quella adulta e che si lega meglio all’ossigeno, quindi li salva dal contagio”

Emoglobina fetale, rappresentazione grafica
Emoglobina fetale, rappresentazione grafica (Wikipedia, 2020)
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L’emoglobina fetale protegge i bambini dal Coronavirus? È questa la risultanza di uno degli ultimi studi pubblicati a proposito della pandemia dal cosiddetto Covid-19 e nel quale alcuni ricercatori provano a spiegare il motivo per cui, almeno stando ai dati in nostro possesso fino ad ora, i più piccoli sono meno soggetti al contagio. In un documento firmato da Sandeep Chakraborty, che già nelle scorse settimane si era segnalato per alcuni studi in merito alle possibili cause dell’esplosione dell’epidemia nella provincia cinese di Wuhan, l’emoglobina fetale che come è noto lega l’ossigeno in maniera molto più forte rispetto agli adulti sarebbe fondamentale nel salvare le vite dei bambini e anche in quei pazienti in cui l’infezione persiste più a lungo dalle proteine di batteri anaerobici quali Prevotella e simili. Al momento come detto si tratta solo di una ipotesi e per coloro che vogliano leggere di più si rimanda a questo link in cui si può consultare il suddetto documento e i riferimenti bibliografici e scientifici da cui lo scienziato è partito.

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CORONAVIRUS, L’EMOGLOBINA FETALE PROTEGGE I BAMBINI DA CONTAGIO?

Ad ogni modo, anche se l’affermazione che l’emoglobina fetale “makes SARS-Cov2 benign for them” sembra un po’ forte e necessiterebbe di altre conferme, il ricercatore spiega nella premessa come è arrivato a queste conclusioni. Partendo da dei dati clinici su diversi pazienti e da quelli su infezioni secondarie con batteri anaerobici, il ricercatore si è chiesto come mai i bambini risultino difficilmente infettati: a suo dire il motivo risiederebbe nel diverso tipo di emoglobina che presentano rispetto agli adulti, dato che la loro HbF costituisce tra il 60% e l’80% di quella totale dei neonati, fino a scomparire quasi del tutto ma non completamente quando si cresce (attorno all’1%). La HbF legherebbe l’ossigeno in modo più forte dell’emoglobina degli adulti (HbA) e consentirebbe il trasferimento di più ossigeno dalla madre al feto prenatale. A tal proposito, per capire meglio, è bene chiarire di cosa stiamo parlando: l’emoglobina fetale è una emoproteina presente nel sangue del feto e rispetto all’emoglobina adulta (che è una proteina globulare) presenta delle differenze a livello della cosiddetta Catena Beta, sostituita da quella Gamma. Va ricordato inoltre che questa emoglobina individuata nei globuli rossi del feto per sua stessa conformazione ha una affinità maggiore verso l’ossigeno, legandosi a questo in modo più saldo e consentendo così al feto di estrarlo anche con maggiore profitto dal sangue materno.

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