Coronavirus, Lukaku: “Serviva uno juventino positivo per fermarsi?”/ “Non è normale”

- Claudio Franceschini

Lukaku ha parlato del Coronavirus sostenendo che fosse necessario che un calciatore della Juventus venisse trovato positivo per fermare il calcio in Italia: in realtà è andata diversamente.

Lukaku
Romelu Lukaku, attaccante dell'Inter (Foto LaPresse)
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Romelu Lukaku contro la Juventus: almeno questo potrebbe essere un titolo approssimativo di una dichiarazione che il calciatore belga, nel corso di una diretta Instagram organizzata da Puma, ha fatto in merito all’emergenza Coronavirus. Il motivo? Il passaggio nel quale Lukaku ha detto “è necessario che un calciatore della Juventus sia positivo perché il calcio si fermi”, chiedendosi in maniera retorica se questo sia normale. Il giocatore in questione è Daniele Rugani: senza voler fare gli avvocati del diavolo o rappresentare virtualmente e idealmente la squadra bianconera, va detto che la positività di Rugani risale al 12 marzo: a quel punto erano già arrivate le misure restrittive imposte da Giuseppe Conte, che per la prima volta aveva isolato tutto il Paese (dopo averlo fatto in zone specifiche) proibendo le attività aggregative. Quando la Juventus ha confermato l’esito del tampone di Rugani, la squadra bianconera aveva già affrontato l’Inter a porte chiuse (vincendo 2-0) e subito dopo la Serie A era stata ufficialmente sospesa, fino al 3 aprile. Dunque, l’affermazione di Luaku non corrisponde a come sono andati i fatti; in più andrebbe fatto notare che Rugani in questo caso non sarebbe nemmeno “un giocatore della Juventus”, ma il paziente zero del massimo campionato in Italia.

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CORONAVIRUS, LE DICHIARAZIONI DI LUKAKU

Ad ogni modo, al di là di questa imprecisione, le parole pronunciate da Lukaku in merito al Coronavirus rispecchiano quelle di tanti altri protagonisti del calcio italiano e mondiale: in questo momento è assolutamente necessario pensare alla salute. “Deve venire sempre prima di ogni cosa, perché dobbiamo giocare se nel mondo c’è gente che rischia la vita?”. L’attaccante belga, che l’Inter ha acquistato in estate dal Manchester United e che ha avuto un rendimento straordinario sotto la guida di Antonio Conte, ha ammesso che il calcio gli manca ma che in questo momento è un aspetto secondario, la salute è appunto prioritaria. Tutti sono dello stesso parere, ovviamente; evidentemente però non si è ancora chiarito quanto questa emergenza Coronavirus sia da prendere con le pinze anche quando la pandemia si sarà esaurita o fortemente limitata. Lukaku non si è espresso circa l’eventuale ripartenza del campionato di Serie A, ma intanto proprio dal suo Paese è arrivata la decisione – ancora da ratificare – di chiudere la Jupiler League e assegnare il titolo al Bruges. La nostra Lega seguirà lo stesso esempio? Sembrerebbe di no, ma staremo a vedere…

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