FASE 2 IN TRE MACROAREE/ Al via il 4 maggio? Palazzo Chigi “Ipotesi allo studio”

- Fabio Belli

Fase 2 in tre macroaree: il prossimo 4 maggio l’Italia ripartirà? Il governo studia il piano di riapertura, ma nulla di certo è stato deciso

palazzochigi governo 1 lapresse1280 640x300
Palazzo Chigi (Lapresse)

La fase 2 potrebbe scattare il prossimo 4 maggio, se non addirittura prima, il 27 aprile. Aziende di moda, mobilifici, automotive, cantieri edili, sono le quattro attività che dovrebbero ricominciare prima di tutti, per poi essere susseguite da tutte le altre. Stando a quanto apprende l’agenzia Ansa, la data del 4 maggio non è certa, ma è più che un’ipotesi, attualmente al vaglio del governo e della task force presieduta dal top manager Vittorio Colao. Obiettivo, riaprire il prima possibile, ma solamente in totale sicurezza, con distanziamenti e dispositivi di protezione. I settori più emergenza sono quelli dei bar e dei ristoranti, che potrebbero rialzare le serrande con meno tavoli, con distanze fra gli stessi dipendenti, protezione individuale soprattutto per i camerieri, e utilizzo, ove possibile, di spazi all’aperto. Si studia anche la riapertura delle aree verdi, ma anche in questo caso sarà possibile accedervi solo rispettando rigidi dettami. Va comunque detto, come abbiamo già anticipato nel focus precedente, che al momento non vi è nulla di ufficiale a riguardo, e Palazzo Chigi, attraverso una nota, ha fatto sapere che: “In questi giorni e nelle ultime ore circolano numerose ipotesi, con tanto di date, sulle possibili riaperture nel Paese. In alcuni casi si tratta di ipotesi che non hanno alcun tipo di fondamento, in altri di ipotesi che sono ancora allo studio e quindi non possono essere in alcun modo considerate definitive”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

FASE 2, IL 4 MAGGIO RIAPERTI ANCHE BAR E RISTORANTI?

Si comincia a pensare alla fase 2 e da Palazzo Chigi iniziano a filtrare le prime indiscrezioni. In realtà il Governo tende a frenare sulla possibilità di riaprire il paese in fretta, come ipotizzato da alcuni governatori in diverse regioni. Nella serata di venerdì proprio da Palazzo Chigi è arrivata una dichiarazione precisando “che le decisioni sull’allentamento del lockdown saranno comunicate dopo la conclusione dei lavori della task force.” Ovvero, nessuna ipotesi che pure può essere stata avanzata da esponenti della maggioranza può essere giudicata definitiva. E soprattutto sembra molto difficile che il lockdown finirà di colpo in tutta Italia: si pensa a una ripartenza scaglionata, una fase 2 a velocità diverse e probabilmente 3 macroaree in cui dividere l’Italia e soprattutto mantenere ancora isolate le zone rosse dove il contagio da covid-19 è ancora molto diffuso. Le tempistiche non potranno ovviamente essere identiche tra zone dove si contano ancora numeri a 3 cifre per i decessi e regioni dove in alcuni giorni di questa settimana si è raggiunto il traguardo degli 0 morti per coronavirus.

CORONAVIRUS,  3 MACROAREE PER LA FASE 2

Non dovrebbe mancare la prudenza nelle scelte del Governo, dunque, ma da quello che emerge si potrebbe anche arrivare ad una riapertura a sorpresa già il 4 maggio non solo dei parchi, ma anche di bar e ristoranti. Nel primo caso si era già esplicitamente paventato di riaprire, magari scaglionando gli ingressi, ma consentendo soprattutto ai più piccoli di tornare a prendere un po’ di aria fresca. Ma nel caso della ristorazione si pensava dovesse essere più lunga l’attesa: la divisione in macroaree potrebbe per favorire al centro-sud quelle zone in cui il contagio non è stato incontrollato. L’Inail ha già elaborato tre classi di rischio per i vari lavoratori, un lavoro certosino sarà poi portato avanti per quanto riguarda gli orari, che dovranno essere probabilmente prolungati per garantire turni più corti e meno persone al lavoro in una fascia di tempo più estesa. Tutte misure per le quali comunque serviranno protocolli precisi, con la task force incaricata dal Governo che dovrebbe passare un weekend particolarmente intenso anche per provare a far ripartire prima del 4 maggio, forse già il 27 aprile, i settori considerati meno a rischio come come la moda, la metallurgia, i mobilifici.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA