Coronavirus, Premier League/ Non si riparte a inizio maggio: taglio 30% agli stipendi

- Michela Colombo

Coronavirus Premier League: è ufficiale, non si torna in campo per gli inizi di maggio. Via libera al taglio del 30% degli stipendi annuali dei giocatori.

Sterling Manchester City Burnley lapresse 2020
Coronavirus Premier League (Foto LaPresse)
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E’ dunque ufficiale: anche per la Premier League si sta allontanando sempre di più la data di rientro in campo per il perdurare dell’emergenza coronavirus. Solo pochi minuti fa la Federazione con un comunicato ufficiale ha spostato a “data da destinarsi” il rientro in campo anche per la Premier League, che fino ad oggi era stato previsto per i primi giorni di maggio (la sospensione delle competizioni infatti sarebbe durata solo fino al 30 aprile). Prioritario per le alte sfere del calcio inglese infatti resta la salvaguardia della salute dei giocatori e di tutte le persone che girano attorno al sistema e dunque, visto il contesto ben difficile che sta vivendo lo stesso paese per la pandemia da coronavirus, non è ora possibile fissare nuovamente una data netta.

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CORONAVIRUS PREMIER LEAGUE: L’ULTIMA PROPOSTA PER CHIUDERE LA STAGIONE

Pure però all’interno della Premier League rimane forte la volontà di tornare in campo a chiudere la stagione: in ballo infatti vi sono circa 800 milioni di euro per la vendita dei diritti tv che certo nessuno vuole perdere. Ecco perché, pur consci dell’emergenza della situazione e a questo punto ben sicuri che in ogni caso non si potrà scendere in campo già ai primi del mese di maggio, sorgono sempre nuove ipotesi, sempre più “fantasiose” per risolvere tale confusione e dunque per arrivare alla conclusione regolare del primo campionato inglese. L’ultima riportataci dal portale Athletic, pare che arrivi direttamente da un club della Premier league, che si dice sia disposto a trasferirsi in Cina (paese dove ormai la pandemia è in via di risoluzione) per un mese, pur di disputare le ultime sfide della stagione. Semplice provocazione? Difficile dirlo visto che anche in Italia e in precedenza erano sorte proposte molto simili, con la riunione in un unico posto di tutti i club, posti in quarantena. Ma di certo è segnale della grande necessità, pure in Gran Bretagna, che il campionato si chiuda regolarmente.

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CORONAVIRUS PREMIER LEAGUE: TAGLIO DEGLI STIPENDI

Nel lungo comunicato diffuso dalla Federcalcio inglese non è però solo il calendario a tenere banco; pure si legge un importante postilla per quello che è un altro tema caldissimo anche in Italia, quello del taglio degli stipendi. Con lo stop alla stagione per l’emergenza coronavirus, infatti parecchi club fanno e faranno ben fatica a pagare gli stipendi anche milionari dei propri giocatori: ecco perché come prima mossa per ridurre l’impatto economico di questa pandemia si è deciso di proporre un taglio agli ingaggi. In tal senso già in Italia si sono fatti passi importanti, con la riduzione degli stipendi concordata tra giocatori e club nel caso di Inter e Juventus. E in Inghilterra? In tal senso la federazione poco fa si è detta favorevole al taglio concordato tra giocatori e club, con le società che chiederanno ai loro calciatori un taglio dell’ingaggio del 30% annuale.

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