Coronavirus, quanto è letale/ E perché è meglio non aspirare all’immunità di gregge

- Silvana Palazzo

Coronavirus, quanto è letale? Più dell’influenza ma meno della Sars, e cosa vuol dire questo. Ma anche perché è meglio non aspirare all’immunità di gregge

coronavirus cellule pixabay
Coronavirus (Foto: Pixabay)

Tre mesi dopo l’arrivo dell’epidemia di coronavirus in Italia sappiamo quanto è letale Covid-19? Finora le stime sono state fatte attraverso deduzioni e ricerche svolte in luoghi chiusi o su popolazioni controllabili, ma ora stanno emergendo i primi risultati di ricerche condotte attraverso la somministrazione su vasta scala dei test sierologici e che ci permettono anche di fare una riflessione sull’immunità di gregge. Ne parla Ispi, trovando riscontro alle ipotesi avanzate a fine marzo. La letalità del coronavirus nell’Europa occidentale si aggira intorno all’1 per cento delle persone infette. Una percentuale decisamente più bassa di quel 10% a cui si avvicinò la Sars nel 2002-2004. Ma non è neppure quello 0,1% attribuibile invece all’influenza stagionale, che però resta uno dei più grandi “acceleratori di morte”. Matteo Villa di Ispi ha sfrutto le informazioni emerse dai test sierologici su vasta scala condotti in Spagna e Inghilterra nelle ultime settimane. In Spagna all’11 maggio 2020 risulta che solo circa il 5% della popolazione spagnola ha contratto il virus. Lo studio dell’Instituto de Salud Carlos III è importante perché ha una rappresentatività del campione maggiore di altri test sierologici.

CORONAVIRUS, PERCHÉ È MEGLIO NON ASPIRARE ALL’IMMUNITÀ DI GREGGE

Rapportando le stime di prevalenza al numero di decessi attribuibili a persone positive al coronavirus nel periodo corrispondente si calcola la letalità di Covid-19. Ispi ricorda che ci si può rifare al numero di morti ufficiali o avvalersi dell’eccesso di mortalità nel corso dell’epidemia. Utilizzando entrambe fino al 16 maggio si ottiene l’1,17% di letalità in Spagna con i dati ufficiali dei decessi, mentre 1,34% con l’eccesso di mortalità. Lo stesso calcolo può essere applicato con i risultati dei test sierologici in Inghilterra. Secondo l’Istituto di statistica britannico (ONS) al 2 luglio le persone che hanno sviluppato anticorpi ammonta al 6,3% della popolazione. Matteo Villa di Ispi in questo caso ottiene 1% di letalità usando dati decessi ufficiali, 1,47% con l’eccesso di mortalità. Il dato che emerge sulla letalità lascia intendere che il coronavirus non è una semplice influenza ma non è neppure letale come Sars, che però era meno contagioso. Ma quest’analisi dimostra anche che il numero di persone infettate è ancora molto basso, quindi 19 abitanti su 20 sono potenzialmente vulnerabili. Siamo quindi lontani dall’immunità di gregge. Ma è meglio così: «Per raggiungere una prevalenza del virus del 70%, in Spagna occorrerebbe attendersi almeno altri 350.000 decessi», scrive Villa su Ispi. Nel Regno Unito invece bisognerebbe mettere in conto almeno altri 450mila decessi.

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