CORONAVIRUS SPAGNA: 440 MORTI IN 24 ORE/ 34.355 operatori sanitari infetti da covid19

- Alessandro Nidi

Coronavirus Spagna: 440 morti in 24 ore. Ecco i dati aggiornati circa l’epidemia da covid-19 della nazione iberica. Impressionante il numero di operatori sanitari infetti

Coronavirus in Spagna
Coronavirus in Spagna (LaPresse, 2020)

Sono più di 34mila gli operatori sanitari che hanno contratto il coronavirus in Spagna dall’inizio dell’emergenza. Per l’esattezza, si tratta di 34.355 dipendenti ospedalieri, stando agli ultimi dati riportati dall’edizione online di Skytg24.it, e aggiornati alle ultime 24 ore. Nella sola giornata di ieri si sono ammalati altri 1.202 operatori sanitari, a conferma di quanto l’emergenza sia grave in questa categoria, visto che si parla di una quota pari al 16.12% del totale dei casi positivi da covid-19 in tutta la nazione iberica. Per quanto riguarda invece il numero di decessi totali, questi sono saliti di 440 unità fra mercoledì 22 e giovedì 23 aprile, per un totale di 22.157 vittime da quando è scoppiata la pandemia, terza nazione al mondo per numero di morti dietro a Stati Uniti e Italia. Infine, da segnalare che nella giornata di ieri il parlamento spagnolo ha approvato l’estensione del lockdown fino al prossimo 9 maggio. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

CORONAVIRUS SPAGNA: 21.717 MORTI, 208.389 CASI

Il Coronavirus in Spagna, seppur con numeri fortunatamente ridotti rispetto alle prime settimane della pandemia, continua a ritoccare verso l’alto le cifre che compongono il bilancio della malattia nella penisola iberica, dove, stando agli ultimi dati aggiornati, sono in tutto 208.389 i casi confermati sino ad oggi, con 21.717 persone decedute dopo avere scoperto la propria positività al Covid-19. Nel frattempo, uno studio condotto dall’Istituto di sanità spagnolo Carlos III ha rivelato che il virus circolava in landa spagnola già da metà febbraio e non c’è stato un vero e proprio paziente zero, bensì si è verificata una moltitudine di casi contemporaneamente. La ricerca, guidata dal biologo Francisco Díez, ha certificato tracce del Coronavirus in Spagna datate 14 febbraio e nella Capitale, Madrid, sarebbe approdato il giorno 18 dello stesso mese. E dire che cinque giorni più tardi, ergo il 23 febbraio, il coordinatore dell’emergenza del Ministero della Salute spagnola, Fernando Simón, aveva dichiarato: “Qui da noi non ci sono virus, né la malattia viene trasmessa, né attualmente abbiamo alcun caso”.

CORONAVIRUS SPAGNA: IL 10 MAGGIO L’USCITA DAL LOCKDOWN

Le autorità governative, dopo settimane di proroga dello stato d’allarme, hanno pianificato l’uscita della Spagna dal lockdown per il prossimo 10 maggio: sarà quello il giorno in cui la popolazione iberica potrà intravedere uno spiraglio di luce nel proprio futuro e sperare di poter tornare alla vita che conducevano prima dell’avvento della terribile epidemia di Covid-19, che ha inevitabilmente stravolto la quotidianità collettiva. Beninteso: le misure restrittive non spariranno del tutto per parecchi mesi ancora, ma gli esperti ritengono che sia giunto il momento di iniziare ad allentarne qualcuna, per favorire la ripresa dell’economia del Paese. “Ci sono comunità autonome e province o isole dove i rischi di trasmissione sono nulli o quasi”, ha dichiarato Fernando Simón, direttore del Centro di coordinamento degli allarmi e delle emergenze sanitarie, indicando che ormai la Spagna è davvero a un passo dall’avviare l’allentamento delle norme che sino ad oggi hanno condizionato l’esistenza dei cittadini.

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