CORONAVIRUS USA: 333MILA CASI, 9500 MORTI/ Adams: “Sarà una nuova Peal Harbor”

- Davide Giancristofaro Alberti

Coronavirus Usa: 300mila casi, 8400 morti, con l’epidemia che continua imperterrita. Intanto il New York Times denuncia i troppi arrivi dalla Cina negli ultimi due mesi

Coronavirus Usa CNN
Nave ospedale USNS Comfort a New York (LaPresse)
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Anche i rappresentanti governativi negli Stati Uniti continuano ad enfatizzare quanto la crisi possa essere serie, con l’emergenza coronavirus che si avvia a vele spiegate verso i 350.000 contagi. E il picco secondo i responsabili Usa dovrebbe essere toccato proprio questa settimana, con le inevitabili conseguenze del caso: “Ci aspetta la settimana più dura e più triste, sarà un ‘Pearl Harbor Moment’ o come l’11 settembre“. Questo è stato il commento del capo del Servizio Sanitario pubblico degli Stati Uniti, Adams, che ha voluto rimarcare le dichiarazioni già rilasciate dal presidente Donald Trump. “Ci saranno molti morti nelle prossime settimane, siamo di fronte a una situazione incredibile e mai vista finora“, aveva affermato Trump che ormai da diversi giorni ha cambiato registro relativamente alle contromisure da assumere per arginare la pandemia, dopo una fase iniziale in cui aveva invitato a non cadere nel panico. (agg. di Fabio Belli)

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CORONAVIRUS USA: AVANZA L’EPIDEMIA

Continua ad avanzare inesorabile l’epidemia da coronavirus negli Usa. Oltre oceano gli infetti hanno sfondato la quota di 300mila persone, per l’esattezza 312mila, mentre gli ultimi dati aggiornati parlano invece 8.400 vittime. Numeri che pongono gli Stati Uniti come la prima nazione al mondo in quanto a contagiati, e la terza invece per decessi, dietro solamente all’Italia e alla Spagna, e davanti alla Francia. Una situazione gravissima quella che si sta vivendo negli Usa, ed in particolare nello stato di New York, dove gli ospedali sono già al collasso, nonostante il picco dell’epidemia sia atteso nelle prossime due settimane. E a proposito di New York, nelle scorse ore è stato pubblicato un video sul New York Times, realizzato dai filmmaker italiani, Niccolò Natali e Nikola Lorenzin, a testimonianza di come si viva a Milano in questi giorni di quarantena: “Il solo modo di vedere Milano durante l’emergenza coronavirus – spiegano – è volarci attraverso”.

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CORONAVIRUS USA: 40MILA PERSONE DALLA CINA NEGLI ULTIMI 2 MESI

Nel filmato si vede il capoluogo lombardo dagli occhi di un drone, con le facciate dei palazzi, le persone alle finestre e ai balconi, e una serie di messaggi vocali di persone che raccontano le loro paure, i problemi e le ansie. Un monito per tutti gli americani, e per tutti i newyorkesi, anche perchè, come succede del resto nel nostro paese, sono ancora tanti gli americani che non hanno capito la gravità della situazione che stanno vivendo, circolando liberamente in barba alle misure restrittive. Sempre il NY Times ha realizzato un servizio in cui si evince che sono ben 430mila le persone giunte negli Stati Uniti su voli diretti dalla Cina da quando è esplosa l’emergenza, e di questi, 40mila negli ultimi due mesi, nonostante la stretta sui viaggi varata dal presidente Trump. Molti dei voli, non si capisce bene come mai, sarebbero continuati addirittura fino alla scorsa settimana, in particolare a Los Angeles, New York e San Francisco. Infine da segnalare l’ultimo tweet di Trump: “Ho visto un grande sostegno, le persone applaudono i vigili del fuoco, applaudono la polizia, sono come guerrieri. Sono le rock star”.

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