Covid-19, servizi segreti sapevano da novembre?/ Copasir potrebbe sentire Conte e…

- Raffaele Graziano Flore

Covid-19, le intelligence europee sapevano da novembre 2019 dell’epidemia in Cina? Copasir potrebbe sentire i servizi segreti italiani su cui il premier Conte ha ancora la delega e…

Conte al Copasir
Copasir, Premier Giuseppe Conte e Raffaele Volpi (LaPresse, 2019)

Le intelligence europee e anche quella italiana sapevano della minaccia del Coronavirus sin dalla fine del 2019? Le recenti parole dell’astronauta Luca Parmitano, che tuttavia nel giro di poche ore ha corretto il tiro e ha spiegato meglio il senso di quanto espresso a proposito del fatto che “nello spazio sapevamo del Covid-19 già da novembre”, hanno riacceso il dibattito sul tema e il caso degli atleti italiani che lo scorso ottobre andarono a Wuhan, ovvero nella città da cui è partito il focolaio che nel giro di pochi mesi è diventata una pandemia, solleva non pochi dubbi. Anche per questo motivo il Copasir, ovvero la Commissione Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, potrebbe a emergenza Coronavirus conclusa voler audire i servizi segreti italiani e dunque indirettamente anche il premier Giuseppe Conte in merito a possibili avvertimenti ricevuti dal Governo italiano sulla diffusione del contagio dalla Cina. In questo caso il condizionale è d’obbligo dato che non v’è al momento alcuna data circa le udienze ma è una situazione che potrebbe verificarsi dal momento che l’attuale Presidente del Consiglio proprio sui servizi segreti mantiene ancora la delega.

INTELLIGENCE UE SAPEVANO DA TEMPO DELL’EPIDEMIA? COPASIR POTREBBE ASCOLTARE CONTE E…

Ma andiamo con ordine. Secondo le testimonianze di alcuni atleti che, tra il 18 e il 27 ottobre 2019, avevano partecipato ai Giochi Militari a Wuhan, l’epidemia di Coronavirus potrebbe essere esplosa nella metropoli cinese addirittura con ben due mesi di anticipo su quanto comunicato dal Governo di Pechino. Lo schermidore Matteo Tagliarol ha parlato infatti di tanti strani casi di influenza tra i componenti di quella delegazione italiana e di “problemi avuti con le scorte di medicine e ricordo che nello stesso appartamento ci siamo ammalati tutti”. Non è però sulla stessa lunghezza d’onda pure Valerio Aspromonte, campione di Fioretto in quota Fiamme Gialle, che non ricorda di aver avuto alcun sintomi simil-influenzale e parla anche a nome di altri compagni di squadra. Al di là delle testimonianze contraddittorie, che vanno prese con le pinze, restano comunque diversi sospetti a proposito del fatto che le autorità cinesi possano aver cercato di “retrodatare” l’esplosione dei primi casi di Covid-19 nel Paese. E se così è accaduto, le intelligence occidentali sapevano e nel caso si sono mosse tardi? Oltre alla querelle legata all’app Immuni, il Copasir vorrebbe ascoltare Roberto Speranza, Ministro della Salute, chiedendo anche l’acquisizione di alcuni documenti finora secretati a proposito dei rumors che circolano su un “piano segreto”, anche se pare che la nostra intelligence non sia stata informata prima del 2020. Tuttavia è possibile che omologhi stranieri dei nostri servizi abbiano informato la controparte italiana per tempo? È anche questo che l’audizione futura cercherà di mettere in luce.

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