Covid, in Lombardia 527 casi prima del Paziente 1/ Studio: “era in tutte le province”

- Silvana Palazzo

Covid, studio rivela che in Lombardia c’erano 527 casi prima del Paziente 1: “Era già diffuso in tutte le province”, soprattutto a Lodi e Bergamo

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Il paese di Codogno, in provincia di Lodi, deserto per la quarantena da coronavirus (LaPresse)

Prima del Paziente 1 ci sono stati 527 casi Covid. Quindi, quando fu accertato il primo caso di coronavirus lontano dalla Cina, a Codogno, il virus era già presente in Lombardia. Lo dimostra uno studio condotto da Danilo Cereda, dell’Unità organizzativa Prevenzione – Malattie infettive della Direzione generale Welfare di Regione Lombardia, e da infettivologi, virologi di Ats, Ircss e Asst lombarde che sarà pubblicato a dicembre su “Epidemics – The Journal on Infectious Disease Dynamics”, anticipato dall’Eco di Bergamo. Gli studiosi hanno quindi scoperto che il Covid circolava già per lo meno in 222 dei 1.506 Comuni lombardi, quindi il 14,7%. Le 527 persone con sintomi individuate erano di età compresa tra 57 e 78 anni, tra queste vi erano 39 sanitari.

Secondo le stime dei ricercatori, il tempo di trasmissione – il cosiddetto “intervallo seriale” – era di 6,6 giorni, invece il numero di riproduzione (R0) era 2,6 a Pavia e 3,3 a Milano. Quindi, il sistema sanitario lombardo si è trovato sotto pressione a causa della «alta trasmissibilità dell’infezione e nella diffusa e silente trasmissione del patogeno avvenuta fra gennaio e metà febbraio», trasmesso anche dai contagiati asintomatici.

“DOPO SCOPERTA PAZIENTE 1 TREND IN DIMINUZIONE”

Quando è stato scoperto il primo caso, si è verificato un «trend in diminuzione» nel numero di riproduzione, dovuto secondo i ricercatori alla maggiore attenzione da parte delle persone e in virtù delle prime misure introdotte fino al lockdown dell’8 marzo. «Questo calo inizia nei giorni immediatamente successivi alla scoperta del primo caso, ed è più marcato a Lodi, Bergamo e Cremona», scrivono i ricercatori. Si tratta delle aree dove ci sono stati interventi come «la definizione di aree di quarantena a Lodi, l’aumento dello smart working e restrizioni allo sport al chiuso e ai servizi di ristorazione a Bergamo e Cremona». Lo studio è stato condotto analizzando i registri ufficiali dei casi in Lombardia durante la prima fase della pandemia Covid.

È stato creato un elenco di casi confermati in laboratorio, poi consolidato in modo retrospettivo, usando interviste standardizzate per casi accertati e stretti contatti. Così è stato possibile scoprire che 527 persone mostravano sintomi Covid prima del 20 febbraio. Di questi l’89,2% è stato ricoverato in ospedale, il 27,5% è deceduto. Questi casi, inoltre, riguardavano tutte le province lombarde, ma una percentuale maggiore a Lodi e Bergamo (53%).

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