Crisi di Governo, Renzi ‘affonda’ Conte/ Dimissioni Iv domani in conferenza stampa

- Niccolò Magnani

Crisi di Governo, Renzi verso lo strappo: ok al Recovery Plan stasera in Cdm, poi le dimissioni. Tutti gli scenari: Conte-Pd-M5s contro renziani. Domani conferenza stampa Italia Viva

renzi conte 1 lapresse1280 640x300
Matteo Renzi. Sullo sfondo, Giuseppe Conte (LaPresse)

Alle 21.30 il CdM non dovrebbe vedere dimissioni delle Ministre renziane, ma dalla conferenza stampa di domani si aprirà ufficialmente la crisi di governo: «Evidentemente Conte ha trovato i ‘Responsabili‘. Vorrà dire che sarò all’opposizione e che farò un’opposizione diversa da Salvini e Meloni – spiega il leader di Italia Viva parlando con i giornalisti al Senato – Non volevo far fuori Conte, sono io che mi sono fatto fuori da questo governo, sullo spreco di denaro pubblico non ci metto la faccia». Secondo Renzi sarà il Premier stesso a sostituire Bellanova e Bonetti dopo le dimissioni, «poi andrà alle Camere per chiedere la fiducia. Non so se prima si recherà al Quirinale, comunque quando avrà dei nuovi ministri farà il passaggio parlamentare».

Il Pd rilancia in una nota congiunta che «da domani, su proposta del presidente Conte si discuta e si approvi il patto di legislatura per affrontare i problemi aperti e per rilanciare l’azione di governo». Sulle barricate i 5Stelle che lanciano messaggi riottosi contro Italia Viva e renziani, aprendo anche alla possibilità di “responsabili” (qui il focus sulla “proposta” di Clemente Mastella) pur di scongiurare la crisi di Governo: «Non vedo perché non dovremmo ragionare anche su questo. In fondo, se siamo riusciti a governare su dei temi prima con Salvini e poi con Renzi, non dico che possiamo farlo con tutti ma poco ci manca. Questa è una fase che ti spinge a ragionare così. Poi qualcuno banalizzerà dicendo che lo si fa per rimanere attaccati alle poltrone. Io non credo sia così ma ci prenderemo anche questa responsabilità, se serve», spiega il grillino Emanuele Dessì. Per il presidente di Italia Viva Ettore Rosato, intervenuto a Rai News24, non si può più tornare indietro: «Il fatto che il governo Conte bis è giunto alla fine è ormai acclarato […] Vedremo se Conte avrà un’altra maggioranza, non si andrà a Elezioni».

DOMANI CONFERENZA STAMPA RENZI

Voteranno ok al Recovery Fund, alla proroga dello stato d’emergenza, al Dpcm e allo spostamento di bilancio per il Dl Ristori: ma Italia Viva dopo questi ultimi atti, lascerà la maggioranza. Lo strappo è dato ormai per fatto dopo quasi un mese di tira e molla, con la crisi di Governo che a questo punto sembra inevitabile: resta da capire cosa potrà succedere dopo, ma potrebbe essere questione di ore. Intervenendo al programma di CartaBianca (in onda questa sera su Rai 3, ndr) Renzi ha sentenziato «Se Conte è convinto di avere i numeri, Italia Viva va all’opposizione subito».

Come già ricostruito nei precedenti aggiornamenti, a Italia Viva non è andata giù l’ultima “sfida” lanciata da Palazzo Chigi sull’esito della crisi e sarebbe dunque convinta a passare al contrattacco: «Nessun passo indietro, domani pomeriggio conferenza stampa con Matteo Renzi», fanno sapere le fonti Iv all’Ansa. Niente Conte-ter, l’obiettivo è di avere un nuovo Premier con la possibilità di un Governo “del Presidente” per dare forma attiva e concreta ai progetti del Recovery Plan. Parte del Pd e M5s sulle barricate, ma la spina del Conte-bis sembra sempre più vicino ad essere staccata: Renzi vuole portare la sfida in Parlamento conscio che il Centrodestra non dovrebbe sostituire i 18 senatori di Italia Viva, anche se dal Partito Democratico “filtrano voci” che parlano di un «deciso rilancio della maggioranza». Avranno trovato dei “responsabili” per sostituire Renzi? Al post-CdM di questa sera l’ardua sentenza…

ITALIA VIVA: “NESSUN PASSO INDIETRO”

Lo scontro totale tra Movimento 5 Stelle, Italia Viva e Palazzo Chigi: nelle ore che precedono il Cdm sul Recovery Plan la tensione si fa massima nel Governo con la crisi ormai sempre più probabile. Non avverrà subito però: stasera l’ok al Pnrr dovrebbe avvenire lo stesso da parte delle Ministre renziane Bellanova e Bonetti e inoltre domani Renzi ha già fatto sapere al Ministro Speranza che non verrà meno il voto di Italia Viva alle risoluzioni di maggioranza sullo stato di emergenza legato al Covid (Dpcm e Decreto Legge).

Lo ha annunciato il capogruppo al Senato Davide Faraone durante la riunione di maggioranza che ha preceduto la Capogruppo: il renziano ha attaccato Conte per il “messaggio” giunto da Palazzo Chigi questa mattina ma ha anche ribadito che «Iv, a prescindere dagli sviluppi della crisi di governo, non farà mancare il sostegno alle misure sull’emergenza Covid». Su Twitter un altro renziano, Luciano Nobili, è invece più netto sulla crisi: «Il fatto politico di oggi è che Conte, sfidando Italia Viva, ha detto di NO all’ipotesi Conte Ter. Contento lui, contenti tutti». La tensione è massima, con grillini e lo stesso Conte che hanno già fatto sapere che non può esserci un “nuovo governo” con Italia Viva se lascerà la maggioranza dopo il Recovery: più che un’apertura, un ulteriore “minaccia” di intenti…

BELLANOVA: “CONTE TIENE PAESE IN OSTAGGIO”

«Chi sta tenendo in ostaggio il Paese non sta di certo in Italia Viva. Andare avanti con le minacce, non aiuta nessuno»: è durissima la Ministra Bellanova nell’intervista a “L’Aria che Tira” a poche ore dal Consiglio dei Ministri che potrebbe segnare la crisi definitiva del Governo. «Non abbiamo detto “Conte o niente”, è Conte che sta tenendo in ostaggio la sua maggioranza. Bisogna prendere atto che una fase è chiusa e capire se si possa aprire un percorso di riscrittura di un programma», conclude la capodelegazione di Italia Viva al Governo.

Dopo l’eloquente messaggio arrivato da Palazzo Chigi (con Renzi fuori da maggioranza poi non ci rientra in un prossimo Governo), l’ex Premier Pd risponde a tono nella sua Enews «A differenza di ciò che raccontano a reti unificate i cantori del pensiero unico, non c’è nessuna richiesta di poltrone, nessuna polemica pretestuosa, nessun atto irresponsabile. Quello che noi stiamo facendo si chiama POLITICA: studiare le carte, fare proposte, dare idee». Intanto, con Pd e M5s che ribadiscono la linea della conservazione del Governo, è la voce fuori dal coro Alessandro Di Battista a scagliarsi contro Renzi e Italia Viva: «Da quando i cosiddetti renziani, ovvero un mediocre manipolo di politicanti assetati di potere e poltrone, hanno aperto, ovviamente solo sui giornali, la crisi di governo, sono morte, di Covid, 16570 persone. 16570 persone che oggi ricevono meno spazio delle dichiarazioni del mediocre manipolo». Sono “meschini politicanti” per Dibba, che poi conclude «I morti si trasformano in fantasmi o, cosa ancor più indecente, in vessilli da sbandierare per volgari speculazioni politiche. ‘Sono morti tanti medici, prendiamo il MES’ dicono i renziani. Che squallore».

SI AVVICINA LA CRISI DI GOVERNO

Il countdown procede spedito e la crisi di Governo entra – forse – nelle sue ultime ore decisive: stasera in Consiglio dei Ministri Italia Viva dovrebbe dare l’assenso al Recovery Plan con la bozza inviata ieri sera ai tutti i Ministri con accolte solo alcune delle richieste dei renziani. «Il piano del governo sul Recovery è composto di oltre 170 pagine, adesso lo stiamo leggendo e stasera, nel Cdm, valuteremo come esprimere il nostro voto. Certo è che noi non siamo responsabili del blocco che c’è stato sul Recovery, né del ritardo», ha spiegato stamane a “Radio anch’io” la Ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova, capodelegazione Iv nel Governo.

Da più parti si fa però concreta la possibilità per Renzi di far ritirare le “proprie” Ministre già dopo il Cdm di questa sera, con le dimissioni che aprirebbero dunque formalmente la crisi di Governo: «Facciamo un passo per volta. Per adesso possiamo dire che sul Recovery abbiamo portato un risultato, non per noi, ma per il Paese, perché è stato abbondantemente modificato. Ora valuteremo merito per merito le singole questioni. Per quanto riguarda la situazione più complessiva è evidente che rimangono delle problematiche aperte, rispetto ad esempio la questione sanitaria», conclude la Bellanova che solo ieri aveva definito ormai «finita e archiviata» l’esperienza di Governo.

LE “MANOVRE” DI PD E M5S

«Dobbiamo correre», ha detto ieri il Premier Conte parlando di «costruttori» attivi per far ripartire il Paese, un messaggio indiretto molto chiaro contro il “rottamatore” Renzi: di contro, il leader di Italia Viva ha frenato di qualche ora (come fa intuire dalla sua ultima Enews) le mire bellicose per permettere la votazione del Recovery Fund (dopo il “monito” giunto dal Quirinale) ma per la crisi in realtà già qualcosa potrebbe avvenire da domani. La spina è pronta ad essere staccata, con la sua “retroscenista” più informata (Maria Teresa Meli) che sul Corriere spiega «se la giocherà al momento opportuno dopo aver visto le carte degli altri». Negli “altri” si va quanto trapela in queste ore da Palazzo Chigi-Casalino (riportato dall’Ansa), ovvero «Se il leader di Iv Matteo Renzi si assumerà la responsabilità di una crisi di governo in piena pandemia, per il presidente Giuseppe Conte sarà impossibile rifare un nuovo esecutivo con il sostegno di Iv».

Si passa poi agli altri partiti di maggioranza: «Il Pd continua a chiedere un rilancio di governo ma una cosa è chiedere di rafforzarlo un’altra è farlo cadere. Il Pd ha promosso il rilancio ma rilancio non è mandare a casa il governo o provocare una crisi che il 99% italiani non capisce. E’ un grave errore politico e io lancio un appello al buon senso», attacca il segretario Pd Nicola Zingaretti a Sky Tg24. Di contro però Andrea Romano – sempre del Pd – a ‘L’aria che tira’ su possibile crisi spiega «C’è bisogno di un patto politico, che il premier aveva promesso per il 30 novembre. Ci sono delle questioni aperte come Servizi e Mes». Durissimo invece Di Maio ad Agorà, «Una crisi di governo è inspiegabile. Non solo perche’ siamo nel bel mezzo di una pandemia e dobbiamo fare il decreto ristori. Ma anche perche’ questo è l’anno in cui l’Italia presiederà il G20 e in Italia ci sarà la conferenza globale sulla salute». Il ‘reggente‘ capo politico del M5s Vito Crimi all’Ansa ribadisce «Se Renzi si rende colpevole del ritiro dei suoi ministri, con lui e Italia Viva non potrà esserci un altro governo. Esiste un limite a tutto. Se ora, nelle condizioni in cui siamo, qualcuno si chiama fuori e saluta la compagnia, per noi è fuori e resta fuori definitivamente».

COSA FARÀ RENZI?

Pare abbiano offerto la poltrona del Ministero degli Esteri ma Renzi, confidandosi con i suoi (sempre secondo il CorSera, ndr) avrebbe detto «gli ho detto di no, perché non mi interessano le poltrone, anche se non lo hanno capito. Di me, per la verità, non hanno compreso niente, pensano che poi mi tirerò indietro, però non è così». Il piano è dunque quello di “rottamare” Conte e Casalino a Palazzo Chigi, con una crisi che non vada verso un Conte-ter ma piuttosto verso un Governo di “larghe intese” che possa far riprendere il Paese sui progetti del Recovery Fund.

Le ipotesi però, una volta che effettivamente Conte fosse costretto a consegnare dimissioni, si moltiplicano: reincarico a Conte, congelamento delle dimissioni in attesa di un voto in Parlamento, appoggio esterno dei renziani al Governo fino al voto in Parlamento sul Recovery Fund e poi crisi formale, Governo tecnico, nuovo Premier con stessa maggioranza. L’ipotesi comunque maggiore resta la “sfida in Aula” per vedere se Conte troverà effettivamente i voti necessari per sostituire i renziani: la scommessa di Renzi – se i “responsabili” o un pezzo di Fi non arriveranno a sostenere Conte – è alla fine un governo a guida Pd o meglio ancora le larghe intese, con Cartabia o Draghi premier. Ma avverrà tutto “un passo alla volta”, come detto dalla Bellanova, partendo dallo snodo cruciale stasera in Consiglio dei Ministri.

© RIPRODUZIONE RISERVATA