CRISI & INFLAZIONE/ Gli avvertimenti sulla grande depressione che guasterà l’autunno

- Giovanni Passali

Un’analisi lucida di Ray Dalio e alcuni segnali sembrano indicare l’arrivo di una crisi che andrà oltre la semplice recessione tecnica

Coronavirus disperato imprenditore
(LaPresse)

Nessuno ve lo dice e a me spiace dirvelo, ma quella in arrivo è una grande depressione. Le grandi aziende tecnologiche americane, quelle protagoniste di grandi profitti durante la pandemia (così come durante la crisi mondiale e la recessione del 2012) hanno iniziato a licenziare poiché prevedono un periodo di recessione.

Finora nessuno parla di recessione perché, da un punto di vista formale, si dice recessione quando il Pil è in calo per due trimestri consecutivi e finora abbiamo un solo dato negativo, quello del Pil americano al -1,5%. Ma tutti gli indicatori riguardano il passato e il secondo trimestre è agli sgoccioli e visti gli andamenti dei prezzi (inflazione sopra l’8% un po’ dovunque) è difficile pensare che le cose siano migliorate. Quindi la recessione è già tra noi.

Quindi recessione, non depressione, giusto? Purtroppo a guastare quanto sopra detto c’è il ragionamento lucido di Ray Dalio, fondatore dell’hedge fund Bridgewater, il fondo di investimenti, il quale con 140 miliardi di dollari gestiti risulta essere il più grosso gestore di fondi al mondo.

E cosa ha detto il nostro Ray Dalio? “Ci sono tre grandi forze che esistono ora che non sono state presenti nelle nostre vite, ma sono esistite molte volte in passato: l’enorme produzione di debito, la stampa di denaro per monetizzare quel debito, e i conflitti interni del populismo di sinistra e di destra causati dagli ampi divari di ricchezza e di valori. Queste forze stanno portando verso una guerra civile e un grande conflitto di potere tra gli Stati Uniti e i loro alleati e la Cina e i suoi alleati. Queste tre cose stanno accadendo simultaneamente. L’ultima volta che è successo è stato tra il 1930 e il 1945”.

E cosa c’è stato in quel periodo? Risposta semplice, c’è stata la Grande Depressione del ’29. Al che viene in mente il detto secondo il quale chi non impara dalla storia è destinato a ripeterla. Infatti, nel 1936, per evitare il ripetersi della forsennata speculazione da parte di quelle banche che si occupano primariamente di raccolta del risparmio, si decise di separare queste da quelle che invece si occupano di speculazione. Tale separazione è venuta a cadere nel 1999, con singolare sincronia in tutti i Paesi occidentali. Così le banche che si occupano di raccogliere e gestire i risparmi hanno ripreso a fare speculazione sui mercati finanziari, provocandone la crescita esponenziale insieme a rovinose cadute, per cui sempre più spesso le banche centrali (spesso governate da ex banchieri) sono dovute intervenire con sempre maggiori iniezioni di liquidità per evitare l’autodistruzione dell’intero sistema finanziario.

Ma con la maggiore liquidità, si sposta nel futuro il problema senza risolverlo alla radice. E risolverlo alla radice significa non solo ripristinare la separazione tra banche che raccolgono il risparmio e banche che fanno investimenti, soprattutto significa mettere un controllo politico all’attività bancaria. Ora, chi finanzia i costi della politica? Ecco, avete capito.

Continua Ray Dalio: “Stiamo già vedendo in questo momento, ma penso che probabilmente sarà molto peggiore nel 2024 o nel 2025”. La situazione è già drammatica ora, ma non farà che peggiorare a causa dei conflitti interni e internazionali e a causa dell’inflazione incontrollata e ormai incontrollabile.

Conclude Dalio: “Il denaro facile ha allargato i divari, prepariamoci a guerre civili e globali”. Mentre il mondo occidentale va verso il baratro, c’è qualche politico che si vanta dell'”Europa che funziona” perché hanno approvato il caricabatterie universale per cellulari. Quanto la situazione sia grave ce ne accorgeremo il prossimo inverno non solo quando scopriremo quanto è caro il gas, ma anche quanto è prezioso perché verrà proprio a mancare. In Germania gli industriali hanno lanciato un appello ai politici per riaprire le centrali a carbone e per riconvertire al carbone le centrali a gas, pena la chiusura delle imprese e il tracollo economico. Inoltre si sta discutendo di regolare gli impianti delle abitazioni private affinché anche di notte non vengano superati i 16 gradi.

E mentre i Premier di Italia, Germania e Francia si mettono in mostra facendo una gita a Kiev in treno (pensate quanto è pericoloso andare a Kiev!), la Russia chiude i rubinetti del gas a Francia e Germania e dimezza il flusso verso l’Italia.

Avremo una crisi devastante, dunque. Sarà bene prepararsi.

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