PROCESSO RUBY/ Nuova visita fiscale per Berlusconi, ancora ricoverato al San Raffaele

- La Redazione

E’ stata richiesta una seconda visita fiscale nei confronti di Silvio Berlusconi ancora ricoverato all’ospedale San Raffaele. Il Cavaliere sottoposto a un monitoraggio cardiovascolare

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Silvio Berlusconi (Infophoto)

Continua la guerra a colpi di certificati medici tra Silvio Berlusconi e i pm di Milano. Oggi infatti il Cavaliere doveva presentarsi di nuovo in tribunale, questa volta per il processo Ruby, ma ha fatto sapere di essere ancora ricoverato all’ospedale San Raffaele dove si trova da alcuni giorni. Come si sa Berlusconi è ricoverato per problemi di congiuntivite, nel caso specifico si tratta di una uveite. Oggi è stato monitorato per verificare il livello di pressione sanguigna, un monitoraggio cardiovascolare. Il medico personale dell’ex premier ha spiegato che si è verificata l’alterazione dell’equilibrio emodinamico, che porta a dei picchi di ipertensione arteriosa. Per questo motivo si è deciso di porlo sotto stretta osservazione cardiologica, sotto la guida del professor Alberto Margonato, e gli si stanno somministrando farmaci  contro l’ipertensione”. Sin dalla scorsa settimana i pm in particolare Ilda Bocassini hanno fatto sapere di non credere che Berlusconi sia in condizioni tali da non potersi presentare in tribunale, cioè non avrebbe diritto al legittimo impedimento richiesto: hanno perciò chiesto una visita fiscale. E oggi ne hanno chiesta una seconda. Nel frattempo i due avvocati difensori di Berlusconi, Ghedini e Longo, hanno chiesto a loro volta il legittimo impedimento per via di una riunione politica del Pdl, partito a cui appartengono (Ghedini è anche deputato): hanno così lasciato l’aula del tribunale. Nel contempo il sit in di protesta contro la magistratura inizialmente convocato da Berlusconi oggi davanti al tribunale di Milano, è stato sospeso da parte dello stesso Berlusconi. Da Napoli invece proprio in queste ultimissime ore è arrivata la richiesta di giudizio immediato nei confronti di Silvio Berlusconi, di Valter Lavitola e di Sergio De Gregorio appunto nel caso che vede coinvolto quest’ultimo, il quale per sua stessa ammissione avrebbe preso soldi da parte del Cavaliere per lasciare l’Idv e passare al Pdl. 

Nella richiesta si parla di ipotesi di reato di corruzione a proposito dei tre milioni di euro che sarebbero stati versati all’ex senatore dell’Idv. Cancellata invece l’ipotesi di finanziamento illecito di cui si era parlato inizialmente. 

 

 

 



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