STORIE NORMALI/ A Bergamo alta o bassa, tra la polenta e il cielo stellato

- Paolo Massobrio

Dalla Valle Imagna si scende fino a Bergamo alta e poi bassa: in questi posti si ritrova il gusto del benessere più autentico, non quello che ci vendono i massmedia. di PAOLO MASSOBRIO

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Foto di Paolo Massobrio

Vedere la neve che scende a Berbenno, paesino cartolina della Valle Imagna, ti dà il senso di quell’immutabile ciclicità della vita, che ritorna coi suoi eventi. Una neve, oggi, fa tremare i polsi ai sindaci dei Comuni: sono costi e le casse sono sempre più vuote, ancor più quelle delle Province che hanno il compito di tener pulite le strade. Ma qui a Berbenno, dopo neanche mezz’ora che scendeva la neve, sono partiti gli spazzaneve.

La neve ti spiazza e se il primo giorno dell’anno eravamo saliti a piedi nella radura di San Pietro dove c’è una chiesetta antica, segnata da bellissimi alberi di pungitopo sul cammino (ma quanti!), il giorno dopo sarebbe stata un’impresa degna del film di don Camillo quando viene esiliato a Montanara sull’Appennino emiliano. Quando siamo arrivati a Berbenno, Laura e Alcide ci hanno accolti con una polenta, perché qui siamo nella bergamasca e la polenta è come un saluto beneaugurante. Beh, mi ha colpito questa terra, perché tutto ha un suo valore: il pranzo, la messa del primo giorno dell’anno, cantata e solenne, e persino i due bar del paese, quello dell’albergo il Riposo (le camere però non ci sono perché il riscaldamento è un costo d’inverno) che ha una serie di vini da intenditori, così come quello che guarda la chiesa, il bar Centrale. 

Dicono che non ci sia niente da fare in questi posti, ma questa mi sembra una scusa di gente imborghesita, che non si ritrova più se non ha una piscina d’estate o una SPA d’inverno. E la natura cos’è? E un cielo stellato nel silenzio dei primi giorni dell’anno? E poi Bergamo è a due passi, neanche mezz’ora d’auto. Bergamo alta (de hura) con il suo fascino, la pasticceria Cavour, oppure il bar della funicolare che ti offre uno dei panorami più belli che si possa immaginare. Alla sera i locali sono pieni di gente, anche la minuscola trattoria Tre torri Piazza Mercato del Fieno, 7 – tel. 035 244474), dove la signora prepara i casoncelli roridi di buon burro e il coniglio al forno.

Il giorno dopo eravamo invece a Bergamo bassa (de Hota), ad ammirare un locale in via Papa Giovanni XXIII che porta il nome di M1.lle (via papa Giovanni XXIII, 18 – tel. 035 4220121). Un locale multifunzionale aperto 7 giorni su 7, voluto da Gianpaolo Stefanetti e da sua moglie Paola, che inizia con le colazione e finisce con le cene d’autore: un po’ bottega e un po’ lounge bar. Uno spettacolo.

Sulla medesima via c’è la panetteria Tresoldi (al numero 76 – tel. 035 237578), che da sempre spicca sul mio Golosario. E qui si viene per il pane e i grissini, per la soffice Garibalda, il pane locale buonissimo, ma anche per il loro dolce con le albicocche che è una specialità. Pochi passi ancora e trovate Carmine Nasti, che è uno dei pizzaioli più bravi d’Italia (pizzeria Capri – via Zambonate, 25 tel. 035 247911). Lui è di Tramonti, comune dei Monti Lattari fra Amalfi e Minori, il paese che ha sfornato (nomen omen) 3 mila pizzaioli. E del suo paese ha conservato la tradizione dell’impasto tipico, con il finocchietto. La mozzarella gli è arrivata in giornata e la farina è la Petra, una farina speciale del Molino Quaglia di Vighizzolo d’Este. Con orgoglio ci ha offerto anche la sua pastiera, che è inenarrabile, come le pizze.

Ma come fa una città a vivere sotto e sopra ? “Sopra ci vanno i turisti, mi dice una persona, sotto i bergamaschi, che trovano tutti i negozi”. Però mi son fatto un’idea: qui hanno in DNA della qualità. È così a Berbenno, dove anche il negozio degli alimentari che vende i giornali ti offre delle noci buonissime e non banali, e la parrucchiera lavora con rara passione; è così a Bergamo, alta o bassa che sia. Adesso capisco i miei amici di ieri, come Gino Veronelli, e quelli di oggi come Marzio Nocchi, Guido Venturini, Cristina Scarpellini, Casto Iannotta, Antonella Pinna, e tanti altri che hanno preso dimora qui. La qualità della vita è saper apprezzare le cose semplici e grandi che ci hanno lasciato nei secoli.

Anche un cielo stellato è una cosa grande, vista da questi paesi della valle Imagna, ma ce ne stavamo dimenticando, dopo che il bombardamento mediatico ci ha disegnato la sua idea di benessere, piena di orpelli. Torniamo alla semplicità, questa è la novità del 2014.

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