STALIN E NAZISMO/ Ecco come e perché il dittatore sovietico favorì gli ex nazisti in Germania

- Eleonora D’Errico

Stalin, il dittatore favorì la nascita di un partito in cui confluisse l’ala sinistra nazionalsocialista cacciata da Hitler. Lo fece per creare un fronte contro l’Occidente

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Stalin favorì gli ex nazisti cacciati da Hitler per creare un fronte contro l'Occidente

Una forza politica che accogliesse l‘ala sinistra nazionalsocialista che era stata fatta fuori da Hitler: ex membri delle SS, della Hitler Jugend, della Nsdap (Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori) e delle SA, le squadre d’assalto del Terzo Reich e altri ancora. Tutti banditi dal dittatore tedesco dopo la notte dei lunghi coltelli, l’epurazione che ebbe luogo in Germania per ordine di Adolf Hitler fra il 30 giugno e il 1º luglio del 1934, di oppositori del regime, vecchi nemici o ex compagni politici, e anche di persone estranee alla vita politica o militare tedesca. L’idea della nascita di questo partito, fu niente poco di meno che di Stalin: il leader lo impose al Partito Comunista della Germania Orientale prima ancora della nascita della DDR, lo stato vassallo dell’URSS che nel 1949 sorse nella zona di occupazione sovietica della Germania. Così, nel 1948, questo partito, il Ndpd, nacque e venne autorizzato dalle autorità sovietiche di occupazione. Con questo passo, si decretava la riammissione alla vita civile e politica, nonché a posti di responsabilità, di tutti gli ex nazisti che non si fossero macchiati di crimini o delitti. Secondo il quotidiano Avvenire, questo passaggio che spesso non viene evidenziato nè studiato, dimostra il passaggio di testimone tra due regimi solo apparentemente differenti, ma in realtà accomunati dall’essere dittatoriali.

UN FRONTE CONTRO L’OCCIDENTE

Non solo. Secondo il quotidiano, infatti, il partito Comunista di Berlino est favorì in questo modo l’ascesa politica di coloro che avevano servito Hitler e che erano caduti in disgrazia dopo il crollo del Terzo Reich. L’Ndpd, secondo questa teoria, altri non era che l’erede dissimulato del nazismo, e poteva contare su 52 seggi nella Camera del Popolo esattamente come le altre forze comuniste. Le intenzioni di Berlino est erano ufficialmente di effettuare su coloro che facevano parte di questo gruppo politico una specie di lavaggio del cervello, affinché passasse dalle posizioni nazionaliste di partenza a quelle internazionaliste della comunità socialista mondiale. Secondo il giornalista di Avvenire, invece, le vere intenzioni erano quelle che essi si opponessero ai valori e agli interessi dei Paesi occidentali, alleati dell’odiata Germania federale In sostanza, andando a recuperare ali naziste eliminate e represse dallo stesso Hitler, Stalin garantì il rilancio delle posizioni del nazionalsocialismo di sinistra. Questo sarebbe dimostrato dalla volontà di reintrodurre l’organo di stampa ufficiale del Nsdap, il Vollischer Beobachter. Cosa che poi non accadde, perché venne sostituito dl National Zeitung, quiotidiano che uscì fino alla fine della DDR e che portava avanti la reoria di Stalin, ovvero quella di ridurre il confine tra nazisti e non nazisti in modo da avere vita facile in Occidente. 



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