PSICHIATRA ARRESTATO PER VIOLENZA SESSUALE E TRUFFA/ Aosta, Marco Bonetti chiede rito abbreviato

- Emanuela Longo

Psichiatra arrestato per violenza sessuale e truffa: il 63enne Marco Bonetti chieve il rito abbreviato. A processo altre sette persone accusate di falso e corruzione.

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Il processo in aula (LaPresse)

Si è svolta nella giornata di oggi, venerdì 20 ottobre, l’udienza preliminare presso il Tribunale di Aosta, a carico dello psichiatra Marco Bonetti, accusato di violenza sessuale, truffa, peculato, falso, corruzione e cessione di sostanze stupefacenti. Tra gli imputati anche sette suoi pazienti che dovranno invece rispondere di corruzione e falso. L’udienza è stata dedicata alla scelta dei riti e tutti e otto gli imputati, davanti al giudice Eugenio Gramola hanno optato per il rito abbreviato. Stando a quanto anticipato da Aostasera.it, il prossimo appuntamento in aula è fissato al prossimo 13 dicembre, quando sarà conferito l’incarico alla psichiatra Mercedes Zambello, chiamata ad eseguire una perizia sui certificati rilasciati da Bonetti. Secondo l’accusa rappresentata dal pm Luca Ceccanti, in quei certificati erano contenute false diagnosi. Alla psichiatra incaricata, il compito di stabilire la veridicità del contenuto. Nella prossima udienza sarà inoltre ascoltato anche un consulenti di parte che dirà la sua sullo stato del paziente che l’ha nominato.

A PROCESSO SETTE PAZIENTI ACCUSATI DI FALSO E CORRUZIONE

Lo psichiatra 63enne Marco Bonetti finì in arresto lo scorso 28 marzo, dopo le indagini svolte dalla Guardia di Finanza di Aosta a partire dalla fine dello scorso anno. In quel periodo il medico ricopriva un ruolo di grande importanza nel reparto di psichiatria dell’Unità Sanitaria Locale, prima di andare in pensione. Nel suo studio furono piazzate telecamere che immortalarono vari episodi di avances da parte dello psichiatra nei confronti di persone che si rivolgevano a lui per disturbi e malattie. Tra le presunte vittime, cinque pazienti e la madre di una sesta. Un altro filone dell’inchiesta che coinvolge Bonetti ha a che fare con i presunti falsi certificati consegnati a sette persone a fronte di somme di denaro. A finire nei guai erano stati anche coloro che aveva “sollecitato” e pagato per avere i certificati medici compiacenti. Si tratta di dipendenti pubblici che lo obbligavano a dichiarare il falso indicando “disturbi depressivi ansiosi progressivi”, “sindrome depressiva maggiore” e “depressione ansiosa”. Infine, a carico di Bonetti anche l’accusa di aver causato la dipendenza di oppiacei ad una donna in cura da lui, prescrivendole fiale di morfina “senza alcuna finalità terapeutica”.



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