TRIFONE E TERESA/ Giosuè Ruotolo, chiesto l’ergastolo: il pm, “ha ucciso per odio, gelosia e carriera”

- Emanuela Longo

Trifone e Teresa, il pm ha avanzato la richiesta di ergastolo a carico di Giosuè Ruotolo, l’unico imputato per il duplice omicidio di Pordenone. Verdetto sempre più vicino.

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Giosuè Ruotolo e Rosaria Patrone, Facebook

Nell’ambito del nuovo appuntamento in aula in occasione del processo per il duplice omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza, è giunta oggi la richiesta di condanna a carico dell’unico imputato, Giosuè Ruotolo. Il pubblico ministero Pier Umberto Vallerin ha chiesto la condanna all’ergastolo con due anni di isolamento diurno per l’ex militare 27enne di Somma Vesuviana, considerato il responsabile dell’uccisione della coppia di fidanzati, freddati il 17 marzo 2015 nel parcheggio del Palasport di Pordenone. Ne dà notizia il portale La Sicilia che riporta anche le parole del pubblico ministero, sul finale di requisitoria che si è compiuta questa mattina al cospetto della Corte d’Assise di Udine. “Ruotolo ha commesso gli omicidi per salvare la sua carriera”, ha dichiarato il magistrato. A spingere Giosuè a compiere i due terribili delitti, sempre secondo l’accusa, sarebbe stato “l’odio verso Trifone e la gelosia verso Teresa”. Sentimenti micidiali che il giovane campano aveva iniziato a coltivare già da tempo nei confronti delle due vittime innocenti.

UN MOVENTE SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI

Trifone e Teresa, da troppo tempo avrebbero rappresentato una minaccia per Giosuè Ruotolo e per la sua felicità. Ne è convinto il pm che oggi è intervenuto in aula nella sua requisitoria che ha preceduto la richiesta dell’ergastolo per l’imputato. “Togliendoli di mezzo sparivano due rivali, due minacce viventi, due persone verso cui covava odio già da tempo”, ha detto. A sua detta, il movente sarebbe stato sempre visibile a tutti. A renderlo evidente sarebbe stato lo stesso Ruotolo, nel momento in cui ha spiegato perchè non aveva mai riferito di essere stato al palazzetto dello sport di Pordenone la sera del 17 marzo di due anni fa. “Una sola attenzione avrebbe potuto compromettere il mio ingresso nella Guardia di finanza che sarebbe avvenuto a breve”, aveva detto il giovane. “Giosuè Ruotolo ha commesso gli omicidi per salvare la sua carriera”, ha chiosato il pubblico ministero prima di avanzare la sua richiesta di condanna. Il processo riprenderà il prossimo 23 ottobre con la nuova udienza nel corso della quale ad intervenire saranno le parti civili.



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