BIMBA DOWN/ Abbandonata dalla madre e rifiutata da sette famiglie: l’ultima emergenza razzista

- Paolo Vites

Sette famiglie in lista di attesa per l’adozione hanno rifiutato una bambina down, lasciata in ospedale dalla madre. I giudici l’hanno affidata a un papà single. Il caso

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(LaPresse)

Il pregiudizio razzista nei confronti delle persone down non solo non diminuisce, ma aumenta sempre di più. E’ di fatto una emergenza razzista perché non è altrimenti spiegabile il rifiuto per un essere umano che di fatto può condurre una vita assolutamente normale, essere felice e comunicare la sua felicità come chiunque altro, anzi ancora di più come dicono gli esperti, perché i down sono persone statisticamente portatori di affetto e allegria più di qualunque persona cosiddetta normale. Pregiudizi, ignoranza, una società che considera il diverso come una anomalia e un fastidio e la gente che va dietro a questo stile di pensiero. Ci sono paesi nel mondo che li hanno eliminati totalmente con l’aborto, e c’è chi li abbandona alla nascita come successo recentemente a Napoli dove una madre ha lasciato in ospedale la figlia perché appunto down.

Come sempre si procede in questi casi, il tribunale dei minori ha consultato la lista di attesa delle famiglie che hanno fatto domanda per l’adozione: ben sette di loro si sono rifiutate di adottarla. Ovviamente perché aspettano di adottare un figlio alto, biondo e con gli occhi azzurri. Si è alla fine trovata una soluzione che sarebbe in contrasto con l’attuale legge per l’adozione, è stata infatti data in adozione a un single. Non essendo coniugato, non potrebbe adottare. I giudici hanno fatto appello a un articolo della legge 184 che prevede, in casi molto rari, che anche genitori non coniugati possano adottare quando il bambino è disabile. L’uomo ha già iniziato il periodo di prova previsto per legge, poi i giudici decideranno se rendere definitiva l’adozione. Meglio così, almeno quest’uomo ha dimostrato di avere un cuore più grande di tante coppie felicemente sposate. Ma la vergogna per il razzismo dimostrato da chi pretende di essere in grado di adottare rimane con un grande dolore verso un mondo sempre più insensibile.



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