Mariella Cimò/ Salvatore ‘Turi’ Di Grazia racconta la sua verità: “non ho ucciso mia moglie” (Pomeriggio 5)

- Niccolò Magnani

Mariella Cimò e Salvatore Turi Di Grazia: a Pomeriggio 5 la versione del marito, “non ho mai ucciso mia moglie e non sono colpevole”. Il caso, le accuse e le novità

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Mariella Cimò e Salvatore Di Grazia (Pomeriggio 5)

Grandi scoop a Pomeriggio 5 con il caso di Mariella Cimò che dopo lo scorso 7 aprile con la sentenza di condanna al marito Salvatore Di Grazia (detto Turi), torna di nuovo in auge con l’intervista in diretta proprio a quel marito condannato e accusato di aver ucciso e fatto sparire il cadavere della donna nell’estate del 2011. Il cadavere non si trova ancora e proprio per questo punto il caso risulta tutt’altro che chiuso: Turi è accusato di avere ucciso 6 anni fa la moglie Mariella Cimò, 72 anni, e di averne fatto sparire il cadavere. Ma dopo la lettura della sentenza il 7 aprile scorso, Di Grazia aveva chiosato con una battuta: «La piglio come un auspicio di lunga vita…». Strafottente come spesso si è dimostrato durante le lunghe indagini sull’assassinio della moglie, di cui si è sempre proclamato innocente: tutto in diretta con Barbara D’Urso che ospita l’uomo 81enne ora ai domiciliari. Secondo quanto riportato dall’inviata di Pomeriggio 5, il caso ora potrebbe riaprirsi dopo le nuove perquisizioni avvenute in casa di Salvatore.

IL MISTERO DOPO IL PRESUNTO OMICIDIO

La condanna in primo grado non chiuse la vicenda di Mariella e Salvatore, tutt’altro: «Non mi sarei fatto sorprendere da mia moglie anche se, dopo 40 anni, ci può stare di voler ‘assaggiare’ qualcosa di diverso. Lei, infatti, era fissata che l’autolavaggio fosse per me una distrazione e così negli ultimi tempi faceva dei blitz», ha spiegato pochi giorni fa Di Grazia a Fanpage in merito al possibile movente per cui è stato condannato, ovvero che la moglie Mariella Cimò avrebbe scoperto le relazioni extraconiugali presso l’autolavaggio di proprietà della famiglia. Ha pensato al suicidio in questi anni e negli ultimi mesi: «sarò colpevole solo quando verrà trovato il corpo, io non ho ucciso mia moglie», lamenta alla D’Urso “Turi” di essere stato nominato colpevole troppo facilmente. «Sarà colpevole solo in terzo grado, ora non si può dire che sono colpevole», si infiamma Salvatore. «Non voglio fare la fine di Enzo Tortora, io ne verrò fuori alla grande e molta gente si dovrà vergognare. Mia moglie non l’hanno mai cercata, anzi hanno prima trovato il colpevole e poi fatto le indagini. In qualche modo dovevano giustificare le spese sostenute con intercettazioni h24 per tre mesi», aveva rilanciato nell’intervista di Fanpage, e ha ripreso anche davanti alle telecamere di Pomeriggio 5.



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