OMICIDIO A PALERMO/ Arenella, spari dopo lite tra vicini: morto un uomo e ferito il fratello, confessa 20enne

- Niccolò Magnani

Omicidio a Palermo, Arenella: sparatoria dopo lite tra vicini di casa, una 20enne uccide un uomo e ferisce gravemente il fratello maggiore. Ecco cosa è successo, il caso e la confessione

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Genova, indagato poliziotto (LaPresse)

Un omicidio risolto in poche ore e un inquietante e assurda motivazione all’origine: avviene tutto a Palermo nel quartiere dell’Arenella con un 36enne ucciso, il fratello 40enne ferito gravemente e ora in prognosi riservata all’ospedale e una 20enne rea confessa arrestata nella notte. Ieri nel quartiere popolare dell’Arenella Leonardo Bua è morto mentre il fratello Giuseppe è stato ferito gravemente da una doppia sparatoria avvenuta dopo l’ennesima lite tra vicini di casa per una vecchia causa ancora in sospeso. Di fatto una vendita finita in tribunale dove la famiglia Ballarò accusava i Bua di non aver pagato la cifra totale per quella vecchia casa, con una causa civile ancor pendente che evidentemente recava notevole attrito tra le due “clan” che da anni si sfidavano in insulti, polemiche, denunce, tutto per contedersi quel vecchio “precedente”. Alla fine una ragazza giovanissima, 20enne, di nome Alessandrà Ballarò ha preso una pistola e nella giornata di ieri dopo l’ennesima lite per strada con i fratelli Bua ha sparato senza pietà.

LA CONFESSIONE DELLA 20ENNE

Repubblica oggi ha raccontato gli ultimi decisivi svolgimenti della triste vicenda di cronaca nera in piena Palermo: in pratica Alessandra sapeva bene che i genitori tenevano una pistola in casa e dopo l’ennesima lite con i vicini Bua, genitori e figli Leonardo e Giuseppe, e in poco tempo ha esploso più colpi contro il minore dei Bua, ferendo però gravemente anche l’altro che ora vive attimi di tensione drammatici in ospedale. «Lei alla polizia dopo un lungo interrogatorio in cui prima ha detto che qualcuno voleva colpire con un martello il padre, poi ha cercato di discolparsi, alla fine ha detto: “Sì sono stata io”. Il fratello della ragazza, Andrea Ballarò, è indagato per avere nascosto l’arma», spiegano i colleghi di Repubblica Palermo. “Fregata” dalla sua stessa famiglia, la 20enne è stata infatti incastrata dal sistema di telecamere nascoste al primo piano della famiglia Ballarò – usato proprio per controllare le mosse dei vicini-nemici – che hanno ripreso l’intero film dell’omicidio. Quelle telecamere la famiglia e i parenti di Alessandra hanno tentato di farle sparire dopo la strage, ma la Polizia Mobile li ha intercettati scoprendo l’intera versione della sparatoria. «Sono stati molto bravi i nostri uomini – dice il capo della squadra mobile Rodolfo Ruperti – perché hanno visto questi occhi elettronici che puntavano sulla piazza tra le piante del balcone subito dopo il loro arrivo nella piazza. Un’intuizione che ci ha fornito una prova schiacciante». La dinamica è allucinante: Alessandra nel mucchio di persone che stava litigando per strada ha mirato ai due fratelli Bua ferendo mortalmente Leonardo e gravemente Giuseppe: la sorella di Alessandra ha tentato in extremis un massaggio cardiaco per salvare il vicino ma tutto è stato vano. Nel giro di poche ore i Ballarò si incolpano a vicenda per scagionare Alessandra ma le immagini danno l’immagine vera di quanto avvenuto di gravissimo ieri a Palermo: ora rischia 30 anni di carcere per omicidio volontario.



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