SUOR CRISTINA/ Annual Columbus Day Parade: c’è chi non ha “dimenticato” la vincitrice di The Voice

- Paolo Vites

A New York oggi si tiene il classico Columbus Day dedicato al navigatore italiano con la partecipazione anche di Suor Cristina, mentre a Los Angeles si ricordano le vittime del genocidio

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Suor Cristina, inviata de Le Iene

Qualcuno ricorda ancora la suora che vinse con sorpresa di tutti il talent show The Voice of Italy? Era il lontano 2014 e la partecipazione di una religiosa a una manifestazione così “laica” e mondana sorprese tutti. Suor Cristina Scuccia aveva 25 anni e divenne un caso, tanto che anche personaggi come Madonna ne parlarono sui social, mandandole i loro auguri e facendole tanti complimenti. In realtà è sempre stata la mossa vincente dei talent show, quello di portare in gara personaggi bizzarri, casi umani, cantanti dalle storie paradossali per attirare il pubblico e alzare l’audience: migranti e figli di migranti, omosessuali in cerca di riscatto e perché no anche una suora. Suor Cristina, nonostante la simpatia e la spontaneità non è mai stata un vero talento, ma una cantante assai limitata. La prova che il suo successo era dovuto alla straordinarietà del caso venne dopo che pubblicò il suo primo (e unico) disco, che non vendette quasi nulla. Tolti dalla televisione, i “talenti” non interessano a nessuno. Ma evidentemente in America ancora ci si ricorda di lei, o almeno lo fanno gli italo-americani, che hanno voluto la suora tra i tanti ospiti dell’annuale parata del 9 ottobre dedicata a Cristoforo Colombo, il cosiddetto Columbus Day. Ogni anno qualche italo americano viene chiamato a esibirsi appositamente, come è stato ad esempio con Lady Gaga.

Suor Cristina era stata in passato anche ospite del programma televisivo Today Show e nel 2016 partecipò al concerto di Natale che si tenne al prestigioso Lincoln Center di New York. Al Columbus Day Suor Cristina si esibirà dal vivo in due momenti della giornata che sarà trasmessa in diretta dal canale televisivo WABC dalle 17 alle 21 ora italiana. Buon per lei, l’augurio è che alla Columbus Day Parade non ci siano incidenti. Come si sa, recentemente negli Stati Uniti si è assistito a una sorta di “colombofobia”, una guerra contro il navigatore genovese accusato di genocidio dei nativi per aver scoperto l’America. Sue statue sono state distrutte almeno in parte e molti hanno chiesto che la festività che si celebra ogni secondo lunedì del mese di ottobre venisse cancellata (la data della scoperta di Colombo infatti è il 12 ottobre 1492). In realtà il povero Cristoforo Colombo è morto senza neanche sapere di aver scoperto un nuovo continente, convinto come era di aver fatto il giro del mondo e di essere approdata nell’estremo Oriente, e soprattutto non risulta che abbia ucciso nessuno. Il genocidio ci fu, ma fu opera degli americani una volta ottenuta l’indipendenza, che per espandersi a ovest non esitarono a massacrare milioni di pellerossa. Il Columbus Day è stato celebrato per la prima volta nel 1869 dagli italo-americani di San Francisco, dove non a caso esiste la comunità di genovesi più numerosa degli Usa. La giornata è stata istituzionalizzata nel 1905 in Colorado, ma solo nel 1937 il presidente Franklin Delano Roosevelt ha reso il Giorno di Colombo una festa federale per tutta la nazione.  E’ diventata la festa di tutti i milioni di italiani emigrati negli Stati Uniti e la riaffermazione del loro orgoglio di italiani. Il presidente Trump ha nel suo discorso di proclamazione del Columbus Day riaffermato il valore e l’importanza della giornata per “riaffermare i nostri stretti legami con il paese di nascita di Colombo, l’Italia”: “E se Isabella I e Ferdinando II di Spagna sponsorizzarono il suo storico viaggio, Colombo era nativo di Genova, nell’attuale Italia, e rappresenta la ricca storia degli importanti contributi italoamericani alla nostra nazione. Non c’e’ dubbio che la cultura americana, il business, la vita civile sarebbero meno vibranti in assenza della comunita’ italoamericana”. L’evento che si tiene a New York, con la sfilata sulla Fifth Avenue è il momento più partecipato: circa 100 gruppi con carri e figuranti per un totale di 35mila persone in parata. A Los Angeles invece, per essere politicamente corretti, non si celebrerà Colombo ma  la “festa delle popolazioni indigene, aborigene e native”, “vittime del genocidio”. Stessa cosa a San Francisco, in Alaska e a Denver. Tristemente, gli italiani che con il loro sangue hanno contribuito a fare grande l’America, stanno venendo cancellati dalla memoria del paese.



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