LA MADRE NATURALE LA RIFIUTA/ “Per me sei una ferita: odio gli occhi azzurri del mio stupratore, sono i tuoi”

- Emanuela Longo

Cerca madre naturale ma lei la rifiuta: la storia di Luisa, frutto e simbolo di una violenza che la mamma biologica non riesce ad accettare. La sua lettera anonima.

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Violenze e molestie (Pixabay, 2018)

Luisa Velluti è una giovane 29enne della provincia di Belluno che dopo molti anni di ricerca ha saputo la tragica verità sulla sua madre naturale che tanto sognava di incontrare. Pur essendo stata adottata, non ha mai smesso di desiderare un incontro con la donna che l’ha messa al mondo e magari l’inizio di un rapporto che nel tempo si sarebbe potuto trasformare in qualcosa di forte e duraturo. Era disposta ad ascoltare le ragioni che l’avevano spinta e prendere la difficile decisione di abbandonarla dopo la nascita e, chissà, persino perdonarla. Ma non accadrà nulla di tutto ciò poiché la madre biologica si è fatta viva ma ha anche messo in chiaro, in modo esplicito, le sue intenzioni di non riconoscerla né incontrarla. A riportare la sua storia è stato il quotidiano Corriere.it: quattro anni fa Luisa decise di rintracciare la madre naturale rivolgendosi al tribunale che si occupò della sua adozione, ma la donna non acconsentì che venisse contattata in seguito. Per questo la 29enne decise addirittura di rivolgersi ai media, prima con un appello al Gazzettino, poi addirittura alla trasmissione Chi l’ha visto.

LA DELUSIONE PER LA REPLICA DELLA DONNA

La risposta che tanto attendeva è giunta solo nella giornata di ieri, sotto forma di messaggio anonimo nella buca delle lettere. La replica, però, non era affatto quella che Luisa attendeva ormai da anni. Le parole della donna che l’ha messa al mondo, infatti, si sono rivelate più dolorose di quanto si potesse immaginare: “Luisa, per me sei solo la più dolorosa ferita che ho avuto a 18 anni. Tutto sognavo e tutto potevo sperare, ma non certo la violenza che ho subìto e di cui tu sei simbolo”, si legge nella missiva. La donna rincara la dose: “Non ho scelto io di chiamarti così né di averti”. Nella medesima missiva la madre biologica della ragazza ha descritto la dolorosa violenza di cui fu vittima: “Ricordo i suoi maledetti occhi azzurri…”. Pur avendo portato avanti la gravidanza, ora non vuole però rivangare il passato e per questo ha esplicitamente chiesto a Luisa si “non sbandierare una storia che non c’è”, chiedendole di portare rispetto “per il mio dolore e la mia solitudine”. A Luisa non è rimasto altro da fare se non accettare con delusione la decisione della donna pur avendo voluto sentire le sue parole dette di persona, magari guardandola negli occhi.



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