“Toglietemi tutto ma non lo scooterone”/ Un uomo ammette la finta separazione per riavere il suo T-max

A Riccione, un uomo di 56 anni denuncia dopo sette anni che la separazione della sua oramai ex consorte è stata fittizia solamente per dissequestrare lo “scooterone” a cui tiene tanto

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LO “SCOOTERONE” DELLA DISCORDIA

“La separazione è stata solo fittizia”: questa è la clamorosa autodenuncia fatta da un uomo di Rimini per riavere lo scooterone sequestratogli dall’ex moglie. La curiosa vicenda giudiziaria che vede una coppia contendersi nientemeno che un T-max avviene a Riccione e ha dei contorni quasi comici: il 56enne, proprietario di un’attività commerciale in città, avrebbe presentato assieme al suo avvocato un’istanza al Tribunale del Riesame ammettendo, di fatto, che la separazione consumatasi circa setta anni prima con l’oramai ex consorte sarebbe stata un trucco ben architettato per proteggere il patrimonio di famiglia, dal momento che l’uomo avrebbe dei debiti contratti in precedenza e quindi avrebbe cercato di evitare eventuali azioni esecutive nei propri confronti. Il problema è sorto quando la donna ha deciso di non voler rinunciare a nulla di tutto quello che il 56enne aveva intestato a suo nome, compreso lo “scooterone” della discordia: da parte sua, intervistato a proposito di questa singolare denuncia, l’uomo ha spiegato che ritiene di essere nel giusto dato che l’allora sua consorte l’avrebbe tradito, intrecciando una relazione con il titolare di un altro negozio della cittadina romagnola.

LA FINTA SEPARAZIONE DI SETTE ANNI PRIMA

A quanto pare, l’aspetto singolare dell’intera vicenda è che l’uomo sarebbe in grado di dimostrare perfettamente la consistenza della montatura escogitata sette anni or sono e che avrebbe visto i due ex coniugi concordi nel sottoscrivere una scrittura privata: in quest’ultima, pare che il 56enne riminese avesse “intestato fiduciariamente” tutto il proprio patrimonio mobiliare e immobiliare (ad eccezione del T-max) alla donna, pur continuando di fatto a vivere sotto lo stesso tetto fino al luglio di quest’anno non separandosi affatto. La decisione della consorte di lasciarlo sarebbe arrivata solo in un secondo momento, mentre l’ex moglie contesta questa versione e spiega che avrebbero vissuto da “separati in casa”. Tutto per uno “scooterone”, lasciando pure perdere il resto dell’intero patrimonio? Dalle parole del legale dell’uomo, parrebbe di sì tanto che lo stesso avvocato avrebbe chiamato in causa la stessa comunità cittadina, sostenendo che “la coppia è conosciuta e tutti potranno confermare”: in attesa del verdetto del Tribunale del Riesame che deciderà delle sorti dello… “scooterone” a cui il 56enne proprio non vuole rinunciare.



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