Banca Etruria/ Indagini in corso sul padre di Maria Elena Boschi, pm di Arezzo rischia deferimento al Csm

- Emanuela Longo

Banca Etruria, nuove indagini in corso a carico di Pierluigi Boschi, padre del sottosegretario Maria Elena. Intanto spunta il caso del pm di Arezzo ora nella bufera per le sue omissioni.

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Maria Elena Boschi (LaPresse)

Rischia di finire nella bufera il procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, dopo essere stato accusato di aver mentito in riferimento alle inchieste in atto su Banca Etruria e che coinvolgerebbero anche Pierluigi Boschi, il padre del sottosegretario Maria Elena. A darne notizia è Corriere.it che spiega come il pm nel corso della sua ultima audizione tenutasi lo scorso giovedì, abbia omesso di rivelare che il nome del papà della Boschi fosse stato iscritto nel registro degli indagati per falso in prospetto e che per tale ragione sarebbero in corso nuove indagini. Proprio il procuratore avrebbe potuto avvalersi del segreto istruttorio, ed invece dopo aver svelato il corso delle sue inchieste ed escluso le responsabilità Pierluigi Boschi per la bancarotta, rischia ora di finire di fronte al Csm reo di aver mentito di fronte alla Commissione parlamentare. Quando i commissari hanno spronato Rossi affinché fosse più chiaro sull’andamento degli altri filoni d’inchiesta, il pm avrebbe preferito il silenzio, omettendo al tempo stesso di rendere noto che quello sulla bancarotta non sarebbe neppure il solo filone che andrebbe a coinvolgere il padre della Boschi.

INCHIESTE IN ATTO ED OMISSIONI

Pierluigi Boschi risulta indagato per l’emissione di obbligazioni subordinate eseguite per cercare di ripristinare la situazione economica delicata della banca dopo che i soci avevano deciso di non sottoscrivere l’aumento del capitale. Nel prospetto informativo mancherebbero le indicazioni sui rischi degli investitori. Insieme a lui erano stati indagati anche il presidente Giuseppe Fornasari, i consiglieri del cda in carica nel 2013, il direttore generale Luca Bronchi e alcuni componenti del collegio sindacale. Consob ha così redatto una relazione con la quale segnala il banchiere alla Procura aretina che apre così un’indagine nei suoi confronti per falso in prospetto, chiedendo il pagamento di 30 mila euro. Secondo le indiscrezioni del quotidiano La verità, i magistrati avrebbero chiesto la proroga delle indagini che vedrebbero dunque il padre di Maria Elena Boschi accusato di aver omesso informazioni sulla situazione dell’azienda in prospetto e di aver fornito alla Consob dati poco chiari e non corrispondenti alla realtà. Il pm Rossi, nel corso dell’audizione, avrebbe omesso di parlare del coinvolgimento di Boschi e di altri manager e amministratori, facendo così credere che le indagini fossero state chiuse. Ora rischia di essere accusato di “comportamento reticente e omissivo” al cospetto del Parlamento italiano, del quale potrebbe doverne rispondere davanti al Csm.



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