ITALO D’ELISA, OMICIDIO VASTO / Il presidente dell’Aiart ai media: “Non spettacolarizzate” (oggi, 3 febbraio 2017)

- La Redazione

Italo D’Elisa, omicidio Vasto: la Confederazione sindacato della Polizia accusa il sistema giudiziario di aver “armato” Fabio Di Lello (3 febbraio 2017).

carabinieri_terrorismo_attentati_isis_1
Immagini di repertorio (LaPresse)

Il clamore che ruota attorno all’omicidio di Vasto, in cui ha perso la vita Italo D’Elisa, ha sollevato diversi commenti sul web, che spaccano ancora una volta l’opinione pubblica in favorevoli e contrari. Al centro della vicenda giudiziaria Fabio Di Lello, reo confesso, che avrebbe portato a termine l’omicidio per vendicare la morte di Roberta Smargiassi, provocata da un incidente in cui era coinvolto D’Elisa. Troppo clamore e “spettacolarizzazione” ha sottolineato il Presidente della Aiart (associazione telespettatori), Massimiliano Padula, soprattuto per quanto riguarda la vendetta personale individuata come movente del delitto. Il timore, riporta il quotidiano Agensir, è che si stravolga l’ideale di giustizia per favorire “una giungla sociale e culturale che non fa bene alla nostra civiltà”. Giampiero Di Florio, il Capo della Procura vastese, ha invece chiarito che le indagini sono andate avanti a passo spedito, al contrario di quanto contestato in questi giorni da alcuni cittadini, ed hanno avuto una durata di 110 giorni. Considerando che la prima udienza è prevista per il prossimo 21 febbraio, “direi che ci sono tutti i tempi rapidi per arrivare a una sentenza”. 

L’accusa nei confronti di Fabio Di Lello verrà regolarizzata oggi, venerdì 3 febbraio 2017. Il 35enne è accusato di aver ucciso lo scorso mercoldì il 22enne Italo D’Elisa mentre sostava davanti il bar di Vasto, Drink Water. In queste ore si sta eseguendo inoltre l’autopsia della vittima, inccario affidato al medico legale Pietro Falco. Intanto continuano le polemiche riguardo al delitto di Vasto, fra cui anche da parte del Consap, la Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia. L’associazione ha sottolineato come l’evento sia da attribuire ad un sistema giudiziario fallimentare, “criticato dagli stessi Capo Procuratori della Repubblica”. L’omicidio di Italo D’Elisa punta inoltre i riflettori sull’omicidio stradale, per il quale non è prevista una legge specifica. “Norme indiscriminatamente punitive”, continua nella nota ripresa da Abruzzo Live, “che però non hanno prodotto nel cittadino quel sano timore che induce al rispetto delle regole”. 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori