Legge anti-moschee/ A Seregno fa chiudere una Chiesa cattolica

- La Redazione

La legge anti-moschee ha causato la chiusura di una chiesa “traslocata” in un capannone industriale di Seregno perché “non idonea” come luogo di culto.            

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Immagine di repertorio (Foto: LaPresse)

Sembra il colpo ma la legge anti-moschee entrata in vigore sul territorio della Regione Lombardia ha causato la chiusura di una chiesa. La “vittima” è la chiesa della Fraternità sacerdotale San Pio X nel comune di Seregno, in provincia di Milano. Il locale che la ospitava, un ex capannone industriale, è stato ritenuto infatti “non idoneo” come luogo di culto. Il Tribunale amministrativo regionale ha respinto il ricorso del Distretto italiano della Fraternità sacerdotale San Pio X, come si legge su Avvenire.it. Ad acquistare l’immobile di via Eschilo è stata l’associazione San Giuseppe Cafasso, che ha richiesto il cambio di destinazione d’uso per il capannone acquistato nel 2012 con il proposito di trasformarlo in una chiesa per accogliere tutti i fedeli che non trovavano abbastanza spazio nel locale precedentemente adibito a cappella. Del progetto, denominato “Operazione 400” si inizia a parlare a maggio 2015 sul sito della Fraternità. L’avvocato Fabio Broglia che cura gli interessi dell’associazione San Giuseppe Cafasso fa notare che la richiesta dell’idoneità all’attività di culto sarebbe stata presentata ancora “prima dell’acquisto e della ristrutturazione” e anche “prima dell’entrata in vigore delle normative fissate successivamente dalla Regione”. Su Seregno.tv si legge che l’associazione aveva ottenuto dagli uffici comunali una risposta positiva all’idoneità ma ciò non risulta all’amministrazione comunale di Seregno: “Non è una questione politica: non vi è alcuna nostra delibera di Giunta”. Dopo la bocciatura del Tar, l’associazione San Giuseppe Cafasso intende ora ricorrere al consiglio di Stato.



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