MICHELE TEDESCO/ Imprenditore rovinato dai pentiti: lo accusarono di essere uno spacciatore (Sono innocente)

- La Redazione

Michele Tedesco: l’imprenditore nel luglio del 1997 venne arrestato ingiustamente con l’accusa di acquisto, possesso, vendita e distribuzione di sostanze stupefacenti (Sono Innocente)

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Sono Innocente

-Michele Tedesco, imprenditore di Gravina di Puglia, è il protagonista di Sono innocente, il programma in onda stasera su Rai Tre. L’errore giudiziario che coinvolge Michele ha inizio nel luglio del 1997, quando Michele viene tratto in arresto nella sua abitazione dai carabinieri di Altamura, che lo ammanettano e lo confinano in una cella d’isolamento del carcere di Bari. I reati contestati a Tedesco, incredulo fin dall’arrivo dei carabinieri nella propria residenza, come riportato da aivm.it, sono “l’acquisto, il possesso, la vendita e la distribuzione di diverse sostanze stupefacenti, quali eroina, cocaina e hashish, sia in campo nazionale che internazionale”. In poche parole, Michele Tedesco viene accusato di essere uno spacciatore. Fin dai primi colloqui con il Gip, l’imprenditore dichiara la propria estraneità ai fatti e si dichiara innocente, ma passa un mese prima che gli vengano concessi gli arresti domiciliari. Questo provvedimento resta in vigore per 4 mesi, ma Tedesco è chiamato comunque a non allontanarsi dal proprio luogo di residenza con l’obbligo di firma giornaliera. La vicenda vede la propria conclusione, con l’assoluzione piena di Michele Tedesco, soltanto il 14 febbraio del 1998: ad incastrarlo furono le false accuse di alcuni pentiti.



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