GIACOMO PORETTI/ Vi racconto il mio oratorio, un posto in cui “si va per far crescere il cuore”

- Emanuela Longo

Giacomo Poretti, l’attore e comico ricorda la sua giovinezza vissuta in oratorio: il racconto e la tenerezza del passato, l’appello ai cresimandi e alle madri.

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Giacomo Poretti

Giacomo Poretti, noto comico del celebre trio Aldo, Giovanni e Giacomo, al quotidiano Avvenire ha voluto raccontare la sua vita vissuta in oratorio. L’attore, non a caso, è testimonial della campagna “Cresciuto in oratorio”, ed oggi racconta con estrema nostalgia ma altrettanto orgoglio quanto vissuto nella sua giovinezza. Una vita all’insegna della semplicità, di bibite gassate al pomeriggio e partite di calcetto in un campo che in realtà ospitava tutti i bambini tra i 6 e i 13 anni del paese. A fare da arbitro, ricorda Poretti, era Don Giancarlo, il prete che alle 17:00 in punto fischiava la fine delle competizioni e trascinava tutti i presenti – circa 280 ragazzini – nella cappella. Questo era il luogo nel quale tutti i ragazzini del paese imparavano i Dieci comandamenti, i 7 vizi capitali e le virtù teologali. Tutti, ad eccezione di qualcuno, più disattento di altri, al quale il “Don” aveva comunque promesso il Paradiso, “perché in Paradiso, diceva don Giancarlo non ci vanno solo i Santi, ci vanno anche i somari, l’importante che abbiano il cuore buono”. L’infanzia di Giacomo Poretti era scandita da orari ben definiti, i quali ruotavano tutti attorno all’importanza della vita in oratorio, le cui porte aprivano alle 14:00. “Tutti i bambini stavano li dentro al sicuro fino alle ore 18, nessun pericolo si sarebbe abbattuto su di loro tranne i calci del don”, ricorda l’attore.

E’ un mix di ricordi e tenerezza quello emerso dal racconto di Giacomo Poretti, che all’Avvenire ha citato i tempi della sua giovinezza. Lui, cresciuto in oratorio, quando la vita era semplice e priva di pericoli rispetto a quella odierna. “Ai miei tempi con la scusa che gli oratori funzionavano bene, i genitori non avevano bisogno di assumere le tate e di iscrivere i figli ai corsi di judo, karate, nuoto, tennis, rugby ed equitazione e soprattutto l’inglese”, commenta oggi il comico, testimonial della campagna “Cresciuto in oratorio”. Ai suoi tempi, la tata dei 280 ragazzini del suo paese era Don Giancarlo: “Tutti lo temevano, ma tutti si sentivano al sicuro quando c’era lui”. Nel suo racconto, rivolto soprattutto a tutti i futuri cresimandi, in occasione della visita di Papa Francesco a Milano, Giacomo si è voluto rivolgere soprattutto alle mamme di Milano, con una rassicurazione importante in merito alla vita in oratorio, un luogo nel quale, secondo Poretti, “si va per far crescere il cuore”.



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